Ha ucciso sua moglie con 50 coltellate perché lei, cittadina inglese, si sarebbe rifiutata di sostenere  la sua domanda di rimanere nel Regno Unito. Dana Abdullah, di origine iraniana, ha usato un coltello da cucina per massacrare Avan Najmadeen, madre di 4 figli, in un "attacco brutale e prolungato" avvenuto il 1 ° ottobre dello scorso anno. L'imputato si è quindi allontanato dalla sua casa di Fenton, a Stoke-on-Trent, lasciando morire in un lago di sangue la trentaduenne. Prima però l'ha cosparsa di alcol e ha dato fuoco a tutta la cucina sperando che il decesso della coniuge fosse attribuito ad un incidente domestico. Quindi ha preso un taxi fino a Liverpool, poi è andato a Glasgow dove si è consegnato alla polizia dicendo di essere un immigrato irregolare. Non ha confessato l’omicidio della moglie nella speranza che le autorità lo rispedissero in tempo in Iran per poter evitare la pena.

Già condannato per pedofilia

C’è da dire che l’uomo era già stato condannato per pedofilia nel suo Paese nel 2013 per aver abusato sessualmente di una ragazzina di 13 anni. In quell’occasione, sarebbe stato torturato. I suoi legali hanno fatto presa proprio su questo episodio per ottenere uno sconto di pena. Una perizia psichiatrica ha effettivamente confermato che l'imputato avrebbe subito “gravi traumi” dopo il trattamento subito in Iraq e ciò “non lo avrebbe aiutato a relazionarsi con le persone”. L'avvocato si è inoltre battuto sul fatto che Dana ha vissuto una "vita miserabile ed estremamente difficoltosa” e che "è davvero pentito" per ciò che ha fatto.

18 anni e 6 mesi di carcere

Ma la Corte di  Stafford ha stabilito che Abdullah aveva minacciato di uccidere la signora Najmadeen in precedenza, affermando di averlo "disonorato" dopo essersi convertita al cristianesimo. "Stiamo parlando di un omicidio pianificato e premeditato. L’imputato sapeva benissimo che avrebbe privato quattro bambini della loro madre” ha detto il giudice Michael Chambers. "L’imputato era motivato dal fatto di cercare un capro espiatorio per il suo fallimento nel sostenere la propria domanda all'immigrazione per evitare la deportazione come richiedente asilo fallito” ha aggiunto. Per questo motivo l’uomo è stato condannato a scontare 18 anni e 6 mesi all'interno di un carcere inglese.