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Coronavirus
30 Luglio 2021
08:49

“La guerra è cambiata”: il nuovo documento Usa che dimostra che la variante Delta è più pericolosa

Secondo un documento interno dei Cdc, la massima autorità sanitaria statunitense, visionato in esclusiva dal Washington Post, la variante Delta del Covid-19 è molto più contagiosa, ha maggiori probabilità di superare le protezioni sviluppate dai vaccini e può causare malattie più gravi rispetto a tutte le altre varianti conosciute del Covid-19. Per questo, “la guerra contro il virus è cambiata”.
A cura di Ida Artiaco
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La variante Delta è molto più contagiosa, ha maggiori probabilità di superare le protezioni sviluppate dai vaccini e può causare malattie più gravi rispetto a tutte le altre varianti conosciute del Covid-19. Per questo, "la guerra contro il virus è cambiata". L'allarme è stato lanciato dai Cdc, i Centers for Disease Control and Prevention, vale a dire la massima autorità sanitaria americana, che in un rapporto interno, visionato in esclusiva dal Washington Post, e realizzato tramite una serie di slide, hanno invitato il governo a cambiare messaggio perché la lotta alla pandemia non è ancora finita. La variante Delta – evidenziano le autorità sanitarie americane – è più trasmissibile dei virus che causano Mers, Sars, Ebola, il comune raffreddore, l’influenza stagionale e il vaiolo, ed è contagiosa come la varicella.

Inoltre gli ultimi dati a disposizione dimostrano come le persone immunizzate possono trasmetterla al pari delle persone non vaccinate. In particolare, nel documento si fa riferimento ad una combinazione di dati ottenuti di recente, ancora non pubblicati, che mostrano come gli individui vaccinati infettati dalla variante Delta possono essere in grado di trasmettere il virus facilmente come quelli che non sono vaccinati. "Le persone vaccinate infettate con la variante Delta hanno cariche virali misurabili simili a quelle che sono non vaccinate e infettate con la variante", viene spiegato. Queste analisi sarebbero alla base delle nuove raccomandazioni dei Cdc che "chiedono a tutti, vaccinati e non, di indossare mascherine in ambienti pubblici in determinate circostanze. Il direttore del Cdc, Rochelle Walensky, ha informato privatamente i membri del Congresso", si legge sul Washington Post. Secondo i Cdc, la vaccinazione, oltre alle misure di prevenzione che già conosciamo, dalle mascherine al distanziamento, resta la migliore difesa contro questo tipo di mutazione. "Data la maggiore contagiosità e l'attuale copertura vaccinale, l'uso universale delle mascherine è essenziale per ridurre la trasmissione della variante Delta", afferma il documento.

Una delle slide presentate conferma l'esistenza di un rischio più elevato per i gruppi di età più avanzata per il ricovero e la morte rispetto ai più giovani, indipendentemente dallo stato di vaccinazione. Un'altra stima è che ci siano 35.000 infezioni sintomatiche a settimana tra 162 milioni di americani vaccinati. I Cdc sottolineano comunque che si deve "continuare a evidenziare la comprovata efficacia dei vaccini nel prevenire malattie gravi e morte, pur riconoscendo che le infezioni più lievi potrebbero non essere così rare e che gli individui vaccinati stanno trasmettendo il virus". "Sebbene sia raro, riteniamo che a livello individuale le persone vaccinate possano diffondere il virus, motivo per cui abbiamo aggiornato la nostra raccomandazione", ha detto un ufficiale sanitario federale, che ha parlato al quotidiano a stelle e strisce a condizione di anonimato. "Aspettare anche giorni per pubblicare i dati potrebbe comportare sofferenze inutili e come professionisti della sanità pubblica non possiamo accettarlo". Il documento chiarisce che la vaccinazione fornisce una protezione sostanziale contro il virus. Ma afferma anche che il Cdc deve "migliorare le comunicazioni sul rischio individuale tra i vaccinati" perché quel rischio dipende da una serie di fattori, tra cui l'età e la presenza di un sistema immunitario compromesso, i quali potrebbero necessitare di una dose aggiuntiva.

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