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La città di San Francisco approva l’uso di “robot killer” per la polizia (e non mancano le polemiche)

Il Consiglio dei Supervisori della città di San Francisco ha approvato la “licenza di uccidere” per i robot telecomandati in dotazione alla polizia locale. Saranno impiegati, in base al progetto normativo, solo in situazioni di estrema necessità.
A cura di Lorenzo Bonuomo
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Fonte Twitter
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Una nuova arma, potenzialmente letale, sarà presto a disposizione della polizia di San Francisco (SFPD), negli Stati Uniti, per fronteggiare le situazioni di emergenza: i cosiddetti "robot killer". La controversa dotazione aggiuntiva per le forze dell'ordine è stata approvata dal Consiglio dei Supervisori della città, con otto voti a favore e tre contrari, al culmine di settimane di dibattiti.

Si tratta di robot telecomandati a distanza, già usati dalle autorità di San Francisco per disinnescare bombe e condurre operazioni di arresto nei confronti dei soggetti considerati pericolosi. Il dipartimento di polizia della città ne ha a disposizione al momento 17, di cui solo 12 operativi.

A seguito dell'approvazione della controversa norma da parte del Consiglio dei Supervisori, i robot saranno dotati di armi quali cannoni e fucili: la "forza letale" potrà essere impiegata nelle "situazioni di alto rischio per l'incolumità pubblica e degli agenti di polizia". Questo è quanto si apprende dal testo della proposta normativa, ora diventata legge.

"Robot equipaggiati con armi da fuoco saranno usati solo in circostanze estreme per salvare o prevenire una perdita ulteriore di vite innocenti", ha confermato Allison Maxie, portavoce della polizia di San Francisco. Le stesse forze dell'ordine hanno specificato che l'utilizzo di questa tecnologia avanzata resterà appannaggio solamente degli ufficiali di alto rango.

Ma nonostante le rassicurazioni da parte delle autorità, le polemiche non si placano: "Il voto di oggi consentirà all'SFPD di utilizzare i robot per uccidere le persone: è profondamente inquietante. Questo è un momento triste per la nostra città e mostra quanto ci siamo allontanati dalla resa dei conti del 2020 (in riferimento alla morte di George Floyd n.d.r.) sulla violenza della polizia", ha twittato Dean Preston, uno dei tre voti contrari.

Già nelle scorse settimane l'"American Civil Liberties Union" e l'Ufficio di tutela pubblica della città di San Francisco avevano esortato gli 11 membri del Consiglio a respingere la proposta. Gli oppositori sostengono che questa norma rischierebbe di esacerbare la militarizzazione delle forze di polizia, già molto aggressive nei confronti delle comunità più svantaggiate a livello sociale.

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