La barca si guasta, 40enne sopravvive 8 giorni nell’Oceano Pacifico in tempesta: “Mai persa la speranza”

“Tornerò sicuramente a pescare ma la prossima volta starò molto più attento” lo ha assicurato il 40enne Junior Apiuta, l’uomo protagonista di una bruttissima disavventura con la sua piccola imbarcazione con la quale è rimasto in balia nell'Oceano Pacifico per ben 8 giorni sopravvivendo con solo due bottiglie di acqua e pesce crudo prima di essere individuato e recuperato dai soccorsi.
Il pescatore era partito da un minuscolo atollo delle Isole Cook, dove abita con la famiglia, per una battuta di pesca sulla sua piccola barca in alluminio lunga appena 4 metri. Quelle che dovevano essere poche ore in solitaria per racimolare del pesce, però, si sono rivelate invece intere e lunghe giornate in cui ha rischiato seriamente di sparire nell’Oceano. La sua odissea, iniziata l'11 giugno sulla sua isola natale di Pukapuka, a metà strada tra la Nuova Zelanda e le Hawaii, si è conclusa infatti solo il 18 giugno quando un aereo lo ha individuato.
Il motore del natante infatti si è improvvisamente guastato lasciandolo in balia delle correnti e del maltempo. Dopo una prima notte trascorsa con mare tranquillo, Junior Apiuta ha dovuto affrontare onde enormi che lo hanno scaraventato in mare per due volte rischiando di capovolgere anche la barca. "Onde enormi, molto più alte della barca, mi hanno colpito da entrambi i lati… ma non ho avuto paura perché non ho mai perso la fede e ho smesso di pregare" ha racconta al Guardian il 40enne, aggiungendo: “Non ho perso la speranza. Mi sentivo solo triste”.
Mare in tempesta, freddo pungente e una pioggia incessante lo hanno accompagnato per quasi tutta la settimana successiva, per di più senza scorte di cibo e solo con due bottiglie di acqua. La pioggia fortunatamente ha evitato che morisse di sete mentre il cibo era rappresentato solo dal pesce crudo che pescava. Di giorno infatti pescava e raccoglieva l'acqua piovana nel secchio ma la situazione più dura era di notte. "Di notte non potevo fare niente. Morivo di freddo” ha raccontato il 40enne che indossava solo pantaloncini e una maglietta.
Mentre era disperso, ha avvistato anche due imbarcazioni in lontananza ma nessuno lo ha notato fino a quando un aereo dell'aeronautica neozelandese ha sorvolato la zona individuandolo. In suo aiuto è accorsa infine un'imbarcazione taiwanese che lo ha preso a bordo trasportandolo in Nuova Zelanda.
“Mentre lottavo per tenere a galla la barca svuotandola dall’acqua, è arrivato un uccello che è rimasto con me tutto il giorno. È un uccello che nella nostra lingua chiamiamo tākapu. Quell'uccello è rimasto con me tutto il giorno fino alla mattina successiva", ha racconto l’uomo, concludendo: "Per me è stato un segno di speranza”.