L’ultimo saluto a Lukasz, l’autista del tir ucciso da Amri prima della strage di Berlino

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Il camionista ucciso dal killer prima della strage di Berlino è stato sepolto oggi in un villaggio della Polonia: i colleghi l’hanno salutato con una vera e propria sfilata di tir.
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C’erano anche il presidente polacco Duda, un rappresentante del governo di Varsavia e un diplomatico tedesco ai funerali di Lukasz Urban, il camionista polacco morto nel tentativo di impedire ad Amis Amri di compiere l’attentato di Berlino, il 19 dicembre scorso, nel quale sono morte 12 persone, tra cui l'italiana Fabrizia Di Lorenzo. Ma c’erano soprattutto i colleghi camionisti che l'hanno salutato suonando tutti assieme il clacson di 120 veicoli. La cerimonia funebre si è svolta a Babie, Pomerania Occidentale, nel Nord-Ovest della Polonia, cittadina d'origine dell'autostrasportatore, costretto dal terrorista, poi ucciso a Sesto San Giovanni, a cedere il volante sotto la minaccia di una pistola.

Parlando alla televisione pubblica TVP, il portavoce del governo, Marek Magierowski ha detto che Duda è intervenuto "non in quanto presidente, ma come qualcuno che vuole portare direttamente le sue condoglianze alla prima vittima del terribile attentato di Berlino. Si tratta di un'espressione di immenso rispetto per Łukasz Urban, che agli occhi di molti polacchi è un eroe, un uomo coraggioso".
"Secondo me è un eroe perché ha combattuto fino alla fine. Lukasz era un uomo molto buono, non diceva mai di no a nessuno", racconta l'amica d'infanzia di Lukasz, Danuta Jurewicz. "Abbiamo riconosciuto il suo camion in tv, sapevamo che era lui. Fino all'identificazione del corpo, ci speravamo. Lukasz era un ragazzo fantastico, si prendeva cura della sua famiglia in maniera esemplare", aggiunge Zofia Zurek, parente della vittima. Nel momento in cui il vescovo aggiunto della diocesi di Szczecin, monsignor Henryk Wejmar, ha cominciato a celebrare la messa funebre, i tir riuniti attorno alla chiesa hanno fatto partito un ‘concerto’ di clacson, segno di solidarietà della categoria ai familiari di Lukasz.

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