“Jessica non è scappata con la cassa, il video non esiste”: gli avvocati dei Moretti parlano per la prima volta

Non esisterebbe nessun video di Jessica Moretti che scappa con la cassa in mano la notte di Capodanno mentre decine di ragazzi morivano nel suo locale a Crans-Montana. Per la prima volta dalla notte della tragedia hanno deciso di parlare gli avvocati che difendono i coniugi indagati per la strage di Capodanno in Svizzera.
Avvocati che smentiscono, appunto, che Jessica Moretti sarebbe scappata quella notte portando con sé il ricavato della serata. Di un video che avrebbe ripreso la donna andar via con la cassa si è parlato molto nei giorni scorsi, ma non erano arrivate conferme neppure da parte della Procura.
“È una falsità – dice ora l'avvocata Yael Hayat in una intervista a Rts -. Lei si è solo precipitata su per le scale con il solo e unico scopo di avvisare i vigili del fuoco. È quello che è stato fatto ed è provato. Non esiste alcun video di Jessica che se ne va con la cassa”. Gli avvocati spiegano anche che finora avevano preferito il silenzio “per rispetto verso le vittime e per chi lotta per vivere e per i loro cari”. “Ma c’è anche un tempo per le parole, parole di empatia e parole che restituiscono la verità che è stata distorta”, aggiungono.
Spiegano inoltre che i Moretti in quanto proprietari di quel locale in cui è scoppiato l’incendio che ha ucciso 40 persone “si sentono responsabili”. “Queste morti sono anche le loro morti. Le vittime erano l'anima del Constellation”, dicono ancora.
E ricostruendo cos’è successo la notte di Capodanno spiegano che i coniugi non contestano quelli che sono i primi elementi emersi dall’indagine, ovvero che a provocare l'incendio sarebbe stato il contatto tra le candele accese sulle bottiglie e la schiuma fonoassorbente del soffitto. "Ricordiamo che Jessica era sul posto, ha visto le bottiglie scintillanti ed è stata una delle prime ad accorgersi delle fiamme e a precipitarsi su per le scale. Perché le parole di suo padre, che è pompiere, le risuonavano nella testa: ‘se vedi delle fiamme bisogna chiamare i pompieri' – così ancora l'avvocata -. Ed è quello che ha fatto. Pensava di poter tornare indietro ma tutto si è svolto molto velocemente”. Ma sempre secondo la legale la donna sarebbe rimasta fino alle 3 del mattino lì sul posto a Crans-Montana.
Nei giorni scorsi la procura generale di Sion ha chiesto per i proprietari del Constellation di Crans-Montana, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo, 400mila franchi svizzeri di cauzione, ovvero circa 430mila euro. In attesa che il Tribunale di garanzia si pronunci l'uomo rimane in carcere, mentre la moglie è sottoposta all'obbligo di firma e al divieto di espatrio.