Non accenna a placarsi la tensione in Medioriente dopo gli scontri cominciati a Gerusalemme venerdì scorso. Nove palestinesi, fra cui tre bambini, sono rimasti uccisi oggi nei raid israeliani contro Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza, ha denunciato il ministero della Salute palestinese. Israele ha confermato al momento solo la morte di tre membri di Hamas. I bombardamenti delle forze armate d'Israele sono scattati dopo il lancio di sette razzi da Gaza verso la zona di Gerusalemme, avvenuto questo pomeriggio alle 18:00 ora locale (le 17 in Italia). L'esercito ha definito la mossa di Hamas, che ha a sua volta rivendicato l'attacco missilistico sulla Città Santa, come "un grave attacco ad Israele" e ha promesso una rappresaglia.

Netanyahu: "Varcata linea rossa"

I militari israeliani hanno rafforzato la loro presenza lungo il confine di Gaza. Nel sud di Israele le autorità hanno invitato i residenti a rimanere a casa e vicino ai rifugi antiaerei fino a nuovo avviso, inoltre domani resteranno chiuse le scuole. Il ministro della Difesa Benny Gantz ha anche dichiarato lo stato di emergenza nell'area fino a 50 miglia intorno alla Striscia di Gaza, dopo la valutazione che si è svolta nel corso delle ultime ore. A ciò si aggiungano le parole del premier israeliano Benyamin Netanyahu che riferendosi agli attacchi di razzi a Gerusalemme ha dichiarato: "Hamas ha varcato una linea rossa. Israele colpirà con grande potenza, non tolleriamo attacchi al nostro territorio, alla nostra capitale, ai nostri cittadini e ai nostri soldati. Chi ci attacca pagherà un duro prezzo".

Cosa è successo oggi a Gerusalemme

Le tensioni sono iniziate venerdì scorso, quando le forze di sicurezza israeliane si sono scontrate con i manifestanti radunati per difendere i diritti di alcune famiglie palestinesi che vivono nel quartiere di Sheikh Jarrah, vicino alla Città Vecchia di Gerusalemme, e che sono state sfrattate dalle loro case ritenute di proprietà di famiglie ebraiche che vivevano lì prima della fuga causata dalla guerra d’indipendenza di Israele del 1948. Tuttavia, la sentenza del tribunale israeliano sulla possibilità che le autorità possano sfrattare decine di palestinesi è stata rinviata. La protesta è culminata oggi, nella "Giornata di Gerusalemme", cioè il giorno in cui Israele festeggia la presa di Gerusalemme Est nella guerra del 1967, in violenti scontri, che all'inizio si sono concentrati sulla Spianata delle Moschee e poi si sono estesi a tutta la città. I poliziotti per disperdere i palestinesi che si trovavano nel complesso hanno lanciato granate. Secondo diversi testimoni, la polizia avrebbe sparato anche lacrimogeni e proiettili di gomma.

Questo pomeriggio sono stati lanciati almeno sette razzi da Gaza verso la zona centrale del Paese. Hamas, che aveva dato un ultimatum al governo israeliano, chiedendo il ritiro delle truppe dalla Spianata delle Moschee (o Monte del Tempio) e dal quartiere di Sheikh Jarrah entro le 18 di oggi, ha rivendicato l'attacco: "Si è trattato di una risposta – ha precisato – all'aggressione e ai crimini contro la Città Santa e alle prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa". Oltre 300 persone sono rimaste ferite negli scontri, secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, organizzazione che fa parte del movimento della Croce Rossa.