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Iran al voto, in vantaggio i rivali di Ahmadinejad (VIDEO)

Ieri sera si sono chiusi i seggi elettorali per le elezioni del nuovo parlamento iraniano, secondo i dati ufficiali affluenza oltre il 65%. Dalle prime notizie non ufficiali invece si prospetta una vittoria dei tradizionalisti legati alla guida suprema Ali Khamenei contro gli esponenti del Presidente in carica.
A cura di Antonio Palma
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Ieri sera si sono chiusi i seggi elettorali per le elezioni del nuovo parlamento iraniano, secondo i dati ufficiali affluenza oltre il 65%. Dalle prime notizie non ufficiali invece si prospetta una vittoria dei tradizionalisti legati alla Guida suprema Ali Khamenei contro gli esponenti del Presidente in carica.

Ieri oltre quarantotto milioni di iraniani sono stati chiamati alle urne per dare la loro preferenza per la costruzione del nuovo parlamento iraniano. Secondo i dati ufficiali l'affluenza è stata di oltre il 65% mentre i primi risultati parlano di un vantaggio dei rivali conservatori di Ahmadinejad anche se per l'esito finale ed ufficiale bisognerà attendere domani o anche lunedì mattina.

In una competizione dove erano completamente esclusi i leader riformisti che avevano dato vita alle rivolte di Piazza, il dato più importante rimaneva l'affluenza che secondo Teheran è risultata ben maggiore delle precedenti consultazioni parlamentari. Rispetto al 2008, infatti, il 15% in più degli aventi diritto si sono recati alle urne incoraggiati anche dalla decisione del regime che ha lasciato aperti i seggi anche oltre cinque ore dopo la prevista chiusura. Un risultato ben lontano dalle Presidenziali del 2009 ma che lascia soddisfatti i leader del regime che dopo la decisione di nuove sanzioni internazionali volevano lanciare un messaggio ai nemici occidentali e interni. L'elezione come uno "schiaffo al nemico" aveva tuonato la Guida suprema Ali Khamenei alla vigilia del voto anche contro l'appello a boicottare l'appuntamento fatto dai due leader riformisti oggi in carcere Hussein Moussavi e Mehdi Karrubi.

I seggi in palio nel Parlamento sono 290 e saranno contesi tra i rappresentanti delle liste dei conservatori tradizionalisti guidati da Alì Khamenei, che sembrerebbero in vantaggio, e i fondamentalisti del Presidente Ahmadinejad, che però non ha messo la sua firma su nessuna delle liste in competizione. Con la vittoria dei primi per il Presidente si prospettano anni duri al Governo con un nuovo Parlamento, al lavoro dal maggio prossimo, un po' meno accondiscendente con le sue scelte. Intanto come riferiscono alcune agenzie di stampa anche la sorella del Presidente, Parvin Ahmadinejad già membro del consiglio municipale di Teheran, a sorpresa è stata sconfitta dai suoi rivali nella corsa per il collegio della sua città natale.

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