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Indonesia, erutta il vulcano Kelud: 200mila persone in fuga

Migliaia di persone stanno lasciando le proprie abitazioni dopo l’eruzione del vulcano Kelud, nella zona orientale di Giava. Il vulcano fa paura: ha provocato già alcune vittime.
A cura di Susanna Picone
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In migliaia di persone, oltre 200000, stanno lasciando le proprie abitazioni in Indonesia in seguito all’eruzione del vulcano Kelud, che si trova nella zona orientale di Giava. Le autorità hanno ordinato lo sgombero di coloro che vivono nella zona circostante il vulcano, che è entrato in eruzione giovedì. In fuga tutti i residenti dei 36 villaggi che si trovano nel raggio di 10 chilometri dal vulcano. Secondo quanto scrive il quotidiano Jakarta Post, il vulcano avrebbe provocato già due vittime. Due persone sarebbero morte quando i tetti delle loro case sono collassati sotto il peso dei detriti vulcanici. La colonna di fumo prodotta dall’eruzione si vede a chilometri di distanza e alcuni villaggi vicini al vulcano sono stati ricoperti da più di quattro centimetri di cenere. Sono stati chiusi anche i principali aeroporti della regione, compreso quello di Surubaya, lontano 130 chilometri.

Le precedenti eruzioni del Kelud – Secondo l'Agenzia nazionale per la gestione dei disastri, la cenere vulcanica è stata trasportata fino a 200 km di distanza, investendo anche città come Surabaya e Yogyakarta. Si calcola che dal XVI secolo ad oggi le eruzioni del vulcano Kelud hanno causato circa 15mila morti, di cui 10mila solo nel 1568. Il Kelud – alto 1731 metri – è uno dei 130 vulcani in attività che ci sono in Indonesia, che si trova sulla cosiddetta “cintura di fuoco del Pacifico”. È considerato uno dei più pericolosi perché è densamente abitato su uno dei lati. L’ultima potente eruzione risale al 1990, quando morirono 30 persone e ci furono centinaia di feriti.

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