Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lo ha annunciato ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo Dpcm per contrastare la diffusione del Coronavirus: sono in arrivo nuovi ristori, aggiuntivi rispetto a quelli già previsti, per tutte quelle attività, tra le 300mila e le 350mila imprese, che saranno colpite dai nuovi provvedimenti restrittivi per la lotta al virus. L'obiettivo delle ultime decisioni, ha sottolineato, è infatti quello di tutelare la salute e l'economia, pesantemente colpita dalla pandemia. "Pensiamo che l'Agenzia delle Entrate possa erogare questi contributi già entro metà novembre, forse persino entro l'11 novembre, perché ci sarà lo stesso meccanismo già autorizzato per il vecchio fondo perduto. Quindi tutti quelli che hanno già fatto domanda per questi contributi lo riceveranno in automatico", ha poi aggiunto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, aggiungendo che questa volta l'indennizzo sarà "superiore a quello ricevuto la volta scorsa".

Si ricordi, che i contributi previsti finora sono di due mensilità di bonus 600 euro per gli autonomi (senza requisiti), altre due di bonus 1000 euro (con molti paletti e non per tutti), contributi a fondo perduto di 1000 euro minimi per le persone fisiche e 2mila per le società versati dall’Agenzia delle Entrate in base al calo del fatturato e prestiti con garanzia statale. Ma cosa succede all'estero? Ecco alcune delle misure pensate dai governi europei per aiutare chi è stato costretto a fermare la propria attività dopo l'aumento dei contagi, come ha ricostruito il think tank di economia Bruegel, come riporta anche Il Fatto Quotidiano.

Germania

Il governo di Berlino, che sta sta affrontando la seconda ondata dell'epidemia, con numeri di casi record, mai registrati nel corso della scorsa primavera, già dall'estate scorsa aveva dato la possibilità a piccole imprese fino a 10 dipendenti, lavoratori autonomi e liberi professionisti di beneficiare di prestiti a fondo perduto una tantum dai 9mila ai 15mila euro, a seconda del numero di dipendenti. Discorso diverso per le medie e grandi società: le prime, fino ad un massimo di 50 dipendenti, hanno avuto la possibilità di richiedere finanziamenti garantiti dal governo federale fino ad un massimo di 800mila euro, per le seconde è stato creato un Fondo di stabilizzazione economica con l’obiettivo di aiutarle a rifinanziarsi sul mercato dei capitali. Un pacchetto di aiuti dal valore di circa due miliardi di euro è stato destinato anche alle startup innovative.

Regno Unito

In Inghilterra aiuti sono stati ricevuti sia da imprese che da lavoratori autonomi. Nello specifico, è stata abbattuta l’Iva al 15% per il segmento ospitalità e turismo e fornito supporto alle imprese nel ripagare i debiti garantiti dallo Stato. A partire da novembre, l’esecutivo integrerà gli stipendi di chi lavora meno a causa della pandemia coprendo un terzo delle ore non lavorate per un massimo di 697,92 sterline al mese. Per gli autonomi, invece, è stato finanziato per 13 miliardi di sterline il Self Employment Income Support Scheme (SEISS), fondo di sostegno all’occupazione degli autonomi, circa 500mila persone che a causa dell'emergenza sono rimaste senza lavoro, per un totale di 2.518 sterline per sostenere ciascun lavoratore autonomo attraverso il programma, il doppio delle 1.128 sterline spese per i lavoratori dipendenti.

Francia

La Francia, che rappresenta al momento l'epicentro della seconda ondata di Coronavirus in Europa, ha mobilitato 470 miliardi di aiuti economici di cui 64 di spesa effettiva, inclusi circa 31 miliardi per il finanziamento della cassa integrazione e 8 miliardi per il fondo di solidarietà destinato alle piccole e medie imprese. Il governo ha anche potenziato gli ammortizzatori sociali soprattutto nelle aree del coprifuoco, prevedendo una serie di indennizzi per le piccole imprese. Per loro e per i professionisti è stato previsto un aiuto fino a 1.500 euro mensile grazie al fondo finanziato da Stato e Regioni per il periodo marzo-maggio più un aiuto complementare successivo fra i 2mila e i 10mila euro in funzione del numero di dipendenti, del fatturato e della perdita di ricavi causata dalla pandemia. Anche il governo di Parigi ha poi pensato ad una serie di aiuti per il mondo della cultura, per il settore automobilistico e per quello del turismo.

Spagna

Anche il governo spagnolo è corso in aiuto dei lavoratori autonomi che sono rimasti senza attività a causa della pandemia. Si parla di più di un milione e mezzo di persone a cui sono stati destinati 3,9 miliardi per il differimento di tasse sul lavoro e contributi, 1,2 miliardi per lo slittamento di imposte sul reddito delle imprese e 5 miliardi per la moratoria sui prestiti delle imprese in difficoltà. Un altro miliardo è stato infine stanziato per il programma di garanzia per le piccole e medie imprese.