Incidente ferroviario Santiago: incriminati i responsabili della rete

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Per i giudici spagnoli che indagano sul disastro ferroviario costato la vita a 79 persone la tratta dove è avvenuto l’incidente non era sicura perché non è possibile affidare la sicurezza solo al macchinista.

Il giudice spagnolo che indaga sull’incidente ferroviario di Santiago di Compostela, costato la vita a 79 persone, ha deciso di incriminare tre dirigenti dell’Adif, l’ente di gestione responsabile delle infrastrutture ferroviarie e della sicurezza della rete. In particolare nel mirino del giudice sono finiti i presidenti Adif in carica da quando è stato aperto il tratto ferroviario in cui è avvenuto l'incidente, si tratta dell'attuale numero uno dell'ente, Gonzalo Ferre, e dei suoi due predecessori, Henry Verdeguer e Antonio González Marín. Inoltre il giudice ha chiesto ad Adif di aiutare a individuare l'identità di tutte le persone che sono state presidenti e membri del consiglio di amministrazione nel periodo indicato e che saranno chiamate a testimoniare durante il processo.

Il tratto di ferrovia non era sicuro – Secondo il giudice infatti se il macchinista del convoglio è certamente responsabile della condotta che ha causato il deragliamento del treno, era chiaramente prevedibile che in un momento di disattenzione avrebbe potuto provocare un incidente con gravi rischi per la vita dei passeggeri. Secondo il giudice quindi l’assenza di un sistema automatico che garantisse la sicurezza costituisce un atto di imprudenza sanzionabile. Non si esclude dunque che tra gli imputati nel procedimento giudiziario finiscano anche tutti i dipendenti dell'Adif responsabili della sicurezza nel tratto in cui è avvenuto l’incidente.

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