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12 Luglio 2022
20:59

In Spagna treni gratis per i pendolari: “Difendiamo la classe media e lavoratrice del Paese”

Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha annunciato una serie di misure contro la crisi economica e l’inflazione tra cui nuove tasse per le banche e treni gratis per i pendolari.
A cura di Antonio Palma
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Abbonamenti dei treni gratuiti per tute le brevi e medie percorrenze, così il governo spagnolo ha deciso di aiutare famiglie e studenti stretti nella morsa dell'inflazione e della crisi economica che attanaglia anche il paese iberico.

Rendere i treni gratis per i pendolari infatti una delle misure annunciate oggi dal premier spagnolo, Pedro Sánchez durante  il suo discorso sullo “stato della Nazione” al Parlamento di Madrid, insieme a una serie di misure con l'obiettivo dichiarato di impedire che a pagare per la crisi dovuta alla guerra in Ucraina siano i più svantaggiati.

In pratica si tratta di aiuti per i pendolari della rete ferroviaria locale e di media distanza controllata dallo Stato spagnolo che potranno chiedere il rimborso del costo dei biglietti per i viaggi che effettueranno a partire dal primo settembre e fino al 31 dicembre di quest’anno.

Per questi biglietti infatti il bonus sarà del 100%. A ciò si aggiunge la riduzione del 30% per gli abbonamenti per il resto del trasporto urbano e metropolitano, che le Comunità Autonome possono aumentare con loro budget fino al 50%.

In realtà il governo spagnolo ha messo insieme un mix variegato di misure tra cui un bonus di 100 euro in più al mese per tutti gli studenti maggiori di 16 anni che già usufruiscono di una borsa di studio e una nuova Legge sulla Mobilità Sostenibile conlo scopo di ridurre i consumi.

"Darò la vita per difendere la classe media e lavoratrice del Paese, non si tratta di nulla che vada a stravolgere il nostro modo di vivere, bensì di azioni che ci permettano di difendere i nostri valori e il nostro stile di vita quando questi vengono attaccati ", ha detto Sanchez durante il suo discorso.

Le misure più applaudite in Parlamento però non sono state certo quella dei treni o delle borse di studio.

Le misure più acclamate sono state quella della tassa sulle società energetiche, in vigore tra il 2023 e il 2024 e per la quale il Governo prevede di raccogliere 2 miliardi di euro, e una nuova tassa sui grandi istituti finanziari, "temporanea e straordinaria", con l'obiettivo di raccogliere 1,5 miliardi di euro all'anno per oltre 7 miliardi totali.

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