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Covid 19
20 Luglio 2022
10:10

In Cina ora la polizia entra in casa per arrestare i contatti diretti dei contagiati

84 residenze in un complesso di appartamenti nel distretto di Liwan, città di Guangzhou, sono state aperte nel tentativo di trovare eventuali “contatti stretti” di positivi al Covid nascosti al loro interno.
A cura di Davide Falcioni
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Le autorità cinesi sono state costrette a scusarsi dopo l'irruzione fatta dalla polizia nelle stanze occupate da persone che erano state trasferite in un Covid hotel per trascorrere la quarantena dopo essere entrate in contatto con soggetti positivi.

Stando a quanto rivelato dai media statali 84 residenze in un complesso di appartamenti nel distretto di Liwan, città di Guangzhou, sono state aperte nel tentativo di trovare eventuali "contatti stretti" nascosti al loro interno; le porte sono state in seguito sigillate e poi installate nuove serrature, ha riferito il quotidiano Global Times.

La notizia dell'irruzione ha suscitato non poche polemiche per le modalità adottate, tanto che il governo del distretto di Liwan lunedì è stato costretto a scusarsi per il comportamento "semplificato e violento". È stata avviata un'indagine e le "persone rilevanti" saranno severamente punite.

La leadership cinese ha mantenuto in questi oltre due anni una politica intransigente contro la pandemia chiamata "zero-Covid". Pochi contagi sono più che sufficienti a bloccare del tutto la vita di milioni di persone, che continuano a essere sottoposte a test di routine e quarantene, anche mentre il resto del mondo si è aperto alla convivenza con la malattia.

In questo quadro sono stati numerosi i casi in cui poliziotti e operatori sanitari hanno fatto irruzione nelle abitazioni private. In alcune circostanze, le porte sono state sfondate e i residenti sono stati minacciati, anche quando dopo essere risultati negativi al virus. Le autorità hanno preteso le chiavi di molti edifici per chiudere i residenti dei condomini in cui sono stati rilevati dei contagi, e sono state persino erette barriere d'acciaio per impedire loro di lasciare i loro complessi.

Solo nella capitale – Pechino – è stato adottato un approccio più gentile nel timore – da parte delle autorità – di provocare disordini in vista di un congresso chiave del partito Comunista che si terrà entro la fine dell'anno in cui il presidente e leader del partito Xi Jinping dovrebbe ricevere un terzo mandato di cinque anni.

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