Il misterioso virus che da settimane sta impensierendo le autorità cinesi ha fatto la terza vittima. La conferma arriva direttamente dalle autorità di Pechino dove ormai l’allarme è massimo, nonostante le rassicuranti dichiarazioni fatte in pubblico. Sono state le stesse autorità sanitarie infatti a confermare anche l’aumento dei casi identificati con certezza negli ultimi giorni e che ormai sono centinaia. Stando ai dati diffusi da Pechino, con la terza vittima si aggiungono 140 nuovi casi di contagio ai sessanta già identificati in precedenza. La maggior parte di questi, così come la vittima, arrivano da Wuhan, nella Cina centrale dove il virus ha fatto la sua comparsa ed è stato identificato ufficialmente già nel dicembre scorso.

Durante la fine settimana, però, per la prima volta sono stati segnalati due casi anche nella capitale cinese e un altro nella provincia meridionale di Guangdong. Notizie che confermano l’allargarsi dell’epidemia di polmonite dovuta allo strano virus, simile alla Sars, e che ora sta creando molto allarme nel Paese e anche a livello internazionale. Al momento infatti due casi dell'infezione sono stati segnalati anche in Thailandia e uno in Giappone. Il problema è che nel centro dell’infezione, la città di Wuhan, non esiste solo il mercato del pesce, luogo frequentatissimo dove accorrono persone da tutta la regione ma anche uno scalo internazionale che collega molti paesi asiatici. Per questo diversi paesi asiatici hanno ordinato controlli straordinari su aerei provenienti dalla Cina.

Per giorni la Cina aveva ribadito che i casi erano circoscritti e che solo una minima parte dei contagiati era grave, si parlava di sette persone, ma con i nuovi numeri ammessi da Pechino, dopo le indiscrezioni a livello internazionale, è ipotizzabile che l’epidemia non sia affatto sotto controllo. Secondo alcuni studi basati su calcoli statistici, i numeri forniti fino ad ora da Pechino infatti sarebbero molto inferiori rispetto a quelli reali e supererebbero di molto il migliaio di persone contagiate. A preoccupare anche il fatto che di questo virus si sa ancora relativamente poco e di conseguenza non è ancora possibile trovare una cura certa ed efficace.