L'era Biden comincia dalla lotta alla pandemia di Covid-19. Il neo presidente degli Stati Uniti, come era trapelato nei giorni scorsi e come ha confermato durante il discorso inaugurale tenuto nel corso della cerimonia di insediamento alla Casa, firmerà nelle prossime ore il suo primo ordine esecutivo volto a contrastare l'avanzata del Coronavirus. Il provvedimento invita gli americani ad indossare la mascherina per i primi 100 giorni della sua amministrazione, oltre che in ogni edificio federale in cui si trovino. Secondo l'ordinamento Usa, il presidente non può estendere l'ordine a Stati e giurisdizioni locali. "Il presidente però – ha spiegato Jeff Zients, coordinatore per la lotta al covid della nuova amministrazione, alla Cnn – chiamerà governatori, sindaci, e altri per implementare l'uso delle mascherine e del distanziamento fisico anche sui mezzi di trasporto che collegano i vari stati".

La decisione di Biden ha una forte valenza simbolica: rappresenta una svolta e una presa di distanza dal predecessore Donald Trump, che più volte begli ultimi mesi si era rifiutato di indossare la mascherina in occasioni pubbliche, anche se lo stesso Zients ha poi aggiunto che "questa non è una dichiarazione politica. Si tratta della salute delle nostre famiglie e della ripresa economica del nostro Paese". Gli Stati Uniti sono al momento il primo paese al mondo per numero di contagi, che hanno superato quota 24 milioni, e di decessi, oltre 400mila, molti più delle vittime americane durante la Seconda Guerra Mondiale, come ha ricordato proprio Biden nel suo primo discorso da presidente.

Il nuovo inquilino della Casa Bianca ha anche fatto sapere che firmerà anche il rientro degli Stati Uniti negli accordi di Parigi per la lotta al cambiamento climatico e nell'Organizzazione mondiale della sanità, accusata più volte da Trump di aver nascosto "la trasmissione del virus cinese" e che abolirà il cosiddetto Muslim Ban con cui Trump aveva vietato l'ingresso da molti paesi, prevalentemente di religione islamica. Ordinerà infine alle agenzie federali da cui dipende il controllo delle frontiere di agevolare la riunificazione dei figli minorenni separati dai genitori nel corso delle retate di immigrati clandestini.