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26 Marzo 2021
19:20

Il Canale di Suez è ancora bloccato dalla nave “Ever Given”: navi in attesa e danni economici

Continuano le operazioni per tentare di liberare la Ever Given, la portacontainer bloccata dal 23 marzo lungo il canale di Suez, in Egitto, dopo il primo tentativo fallito. Intanto alcune delle navi in attesa, oltre 200, pensano a una nuova rotta, mentre si ipotizzano i primi danni economici causati dal blocco del canale, via del commercio fondamentale per numerose aziende europee.
A cura di Chiara Ammendola
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Da giorni ormai tiene banco la notizia dell'Ever Given, la portacontainer, gestita dall’Evergreen Group di Taiwan, che il 23 marzo si è incagliata in un banco di sabbia bloccando di fatto il traffico nel canale di Suez. L'imbarcazione stava facendo rotta verso Rotterdam, in Olanda fino a quando non è entrata nel canale di Suez. Poi – probabilmente a causa del vento – ha fatto una manovra sbagliata finendo per arenarsi. Quest'oggi è stato effettuato un tentativo, non andato a buon fine, di sbloccare la nave, così come annunciato dalla compagnia Bernhard Schulte Shipmanagement di Singapore che ne ha la gestione tecnica. Il 28 marzo arriveranno due rimorchi che daranno il via a delle nuove operazioni volte e liberare l'Ever Given, ma le operazioni di salvataggio della nave, lunga 400 metri e larga 59, potrebbero durare settimane.

Le possibile conseguenze del blocco del canale di Suez

Una notizia che preoccupa non poco le aziende europee che rischiano di subire ripercussioni importanti sui propri commerci. Non solo, questo blocco potrebbe creare interruzioni a tutta la catena di approvvigionamento globale, dal petrolio ai cereali fino alle automobili. Nel 2020 infatti il commercio via mare tra l’Italia e i paesi asiatici attraverso Suez è stato pari a 82,8 miliardi di euro, il 40,1% del commercio marittimo complessivo del nostro Paese. La prima a lanciare l'allarme sulle possibili conseguenze di questo blocco momentaneo del canale è stata l'agenzia Bloomberg che, come riportato dal sito di Al Arabiya, definisce "probabile" che il blocco del Canale inneschi "un'onda di interruzioni nella catena di forniture energetiche globale".

Perché il canale di Suez è importante

Questo perché il canale di Suez rappresenta una via strategica per il passaggio di buona parte del commercio mondiale (si stima circa il 12% del totale). Dal petrolio greggio ai cereali al caffè istantaneo, lungo il canale ogni anno passa il 30% dei container, il 10% delle merci e il 4,4% del greggio mondiale. Secondo la suez Canal Authority, nel 2019 sa Suez sono transitate un totale di 1,03 miliardi di tonnellate di carico. Un valore circa 4 volte più alto di quello che è passato attraverso il canale di Panama. Tra le altre merci, sono passate attraverso il canale 54,1 milioni di tonnellate di cereali, 53,5 milioni di tonnellate di minerali e metalli e 35,4 milioni di tonnellate di carbone e coke nel 2019. In media ogni giorno transitano 78 navi.

La storia del Canale di Suez

La storia del canale di Suez inizia nel 1869 quando entra in funzione per la prima volta: lungo 193 chilometri, il canale artificiale e dunque creato dall’uomo attraversa l’Egitto collegando il Mar Mediterraneo al Mar Rosso e mettendo in comunicazione Europa e Asia. Il canale è a livello del mare ed è il più lungo del mondo senza chiuse. Per transitare da un capo all’altro si impiegano in media circa 15 ore. Ogni nave imbarca alla partenza uno o due piloti, che sono responsabili del rispetto dell'ordine dei convogli e della puntualità dei passaggi ai vari semafori, o posti di segnalazione, presenti ogni 10 km circa.

Canale di Suez bloccato: oltre 200 le navi in attesa

Intanto gli Stati Uniti hanno offerto aiuto all'Egitto per risolvere il blocco del canale di Suez. La conferma arriva dal portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, dopo che era la notizia era stata anticipata quest'oggi dalle autorità egiziane. In una nota l'Autorità del Canale di Suez (SCA) ha ringraziato anche tutti coloro che hanno offerto il proprio aiuto per sbloccare la EverGreen. Tra questi anche l'Italia attraverso "Micoperi", l'azienda autrice del salvataggio della Costa Concordia nel 2012, che ha fatto sapere di avere messo a disposizione le sue forze per disincagliare il cargo nel Canale di Suez: "Non siamo stati convocati, ma siamo sempre disponili a collaborare", le parole dell'amministratore delegato. Intanto la navigazione lungo il canale di Suez rimane al momento bloccata e stando a quanto si apprende sarebbe quasi 240 le navi in attesa di percorrere il canale mentre altre hanno già deciso di intraprendere un percorso alternativo.

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