Un gruppo di manifestanti tedeschi contrari al lockdown e alle vaccinazioni contro il Covid si sono applicati sulla giacca una stella gialla identica a quella imposta dai nazisti agli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, sostituendo la scritta "Jude" con "Ungeimpft" (non vaccinato), nel maldestro tentativo di equiparare le restrizioni decise dal governo per limitare la diffusione dei contagi con le persecuzioni degli ebrei ad opera del regime nazista. Felix Klein, commissario tedesco per l'antisemitismo, ha esortato le autorità a punire queste provocazioni: "I manifestanti che indossano le Stelle di David paragonando le restrizioni imposte durante la pandemia con l'Olocausto dovrebbero essere puniti, come prevede la legge", ha dichiarato al quotidiano Tagesspiegel. I nazisti resero obbligatorio indossare il distintivo giallo della Stella di David in Germania e in tutti i territori che sotto la loro occupazione, disumanizzando gli ebrei e contrassegnandoli come diversi. Coloro che venivano trovati senza la Stella addosso rischiavano una multa, il carcere e spesso anche la morte.

La tesi dei negazionisti tedeschi è – come accade a molti italiani – quella l'establishment al potere (governo, leander, ecc.) stia violando la loro libertà individuale ingigantendo le reali conseguenze del Covid-19, che secondo loro sarebbe una malattia come molte altre, perfettamente controllabile e nient'affatto grave. Secondo questi attivisti "anti-lockdown" le oltre 84mila vittime causate dalla pandemia in Germania in realtà sarebbero morte di altre cause: esattamente come per i loro "colleghi" italiani questi negazionisti sostengono che la mancanza di autopsie renda impossibile stabilire se siano morti "di Covid" o "con Covid". Nel 2020 i reati a sfondo antisemita in Germania sono stati oltre 2.300: secondo Felix Klein questo dato è spaventoso ma non sorprendente, poiché in periodi di crisi le persone sono più aperte a "spiegazioni irrazionali, inclusi gli stereotipi antisemiti".