“Ho denunciato mio marito per violenza, ma i figli li hanno tolti a me”: il dramma di Silvia Campagna in Svezia
"Ho denunciato il mio ex marito per violenza ma i figli sono stati tolti a me. Tra due giorni la mia figlia maggiore compirà 8 anni e io non potrò essere con lei. Negli anni lui mi ha spintonata, rotto un dito, ha lanciato il mio cagnolino contro una parete. Ma è stato solo dopo le violenze sessuali che ho preso coscienza di quello che stava succedendo". A parlare con Fanpage.it è Silvia Campagna, 33 anni, italiana residente in Svezia che dopo aver denunciato le violenze domestiche si è vista sospendere l'affidamento dei figli.
"La mia avvocata è molto negativa, dalla sua esperienza questi procedimenti qui vanno quasi sempre male per le donne. Vorrei che le autorità italiane mi aiutassero. Non vedo i miei figli da 115 giorni".
"Arrivata in Svezia ho scoperto che la congregazione religiosa di mio marito era una setta"
Campagna ha lasciato l'Italia a 23 anni dopo avere conosciuto Simon online. "All'epoca feci una scelta abbastanza radicale: mi trasferii con lui in Finlandia interrompendo i miei studi. Quando ci sposammo ci conoscevamo solo da pochi mesi ma ero giovane ed era la mia prima vera esperienza affettiva. E ad unirci c'era un aspetto molto importante per me: la religione".
Inizia per lei una nuova esistenza, ma quando dopo il primo anno in Finlandia si trasferisce nella città natale del marito, in Svezia, si rende conto che le cose erano diverse da quelle che credeva. "Suo padre, mio suocero, era un predicatore laestadiano, si definiscono un movimento religioso, ma in realtà hanno tutte le caratteristiche della setta: indottrinamento, isolamento dei membri, rigetto della modernità, e molto altro".
Nonostante la sorpresa per il nuovo mondo in cui era finita, Campagna abbraccia lo stile di vita del marito e della sua famiglia: "Mi dicevo ‘la mia religione non ha a che fare con questo', però io e Simon stavamo crescendo insieme, e così abbiamo avuto due figli che oggi hanno 8 e 4 anni".
A questo punto Campagna non è più una ragazza giovane alle prime armi, è una donna adulta e come tale vede per la prima volta il posto in cui vive: "I membri della famiglia del mio ex non avevano la televisione in casa, noi eravamo gli unici ad averla perché l'avevo chiesta per i bambini. Erano contro i tatuaggi, contro Halloween, contro i vaccini, e in generale contro la scienza e l'evoluzionismo".
"La violenza fisica si manifestava sempre quando io, per motivi religiosi, non ero d'accordo con lui. Aveva degli scatti d'ira durante i quali mi ha rotto un dito, ha lanciato il mio cagnolino contro una parete, oppure mi lasciava in luoghi isolati. Poi si giustificava dicendo ‘volevo che ti calmassi', per lui la pazza ero io".
Le denunce però, come spesso accade, non arrivano immediatamente: "Credevo nel matrimonio, pensavo che con la nascita dei bambini le cose sarebbero migliorate, e la religione sarebbe passata in secondo piano. Inizialmente è stato così: lui lavorava e non c'era quasi mai. Negli ultimi due anni però ci sono state le violenze sessuali".
Similmente a quanto sta accadendo a Nessy Guerra in Egitto, anche per Campagna i figli giocano un ruolo importante nel bloccarla in un paese non suo.
"Dopo le violenze sessuali ho trovato la forza di denunciare"
"Avevo detto al mio ex che le cose tra noi non stavano funzionando e gli avevo proposto la terapia di coppia, ma lui non ci credeva. Dato che le cose andavano così male misi in chiaro che non volevo più essere intima con lui. Ma un paio di volte mi ha forzata. Inizialmente non avevo neanche capito che fosse stupro. Me ne sono resa conto solo quando mi sono rivolta a un centro antiviolenza. Da quel momento in poi ho iniziato a denunciare".
Sono tre le denunce che Fanpage.it ha visionato, sono state presentate da Campagna alle autorità locali tra il 2025 e il 2026 e riportano una serie di episodi intercorsi durante tutto l'arco del matrimonio: dalle lesioni alla violenza.
"C'è un procedimento aperto per violenza domestica e al momento lui è indagato per violenza sessuale. Altri reati per i quali lo avevo denunciato sono caduti in prescrizione". Oltre alle indagini delle Forze dell'ordine se n'è affiancata anche una dei Servizi sociali, volta a stabilire a chi affidare i bambini. E Campagna si è vista portare via i suoi bambini che adesso vivono con il padre e il nonno paterno.
"Io me ne sono andata via di casa con i bambini senza il consenso del mio ex, ma perché lui aveva tolto il mio nome dalla porta e nei fatti mi aveva buttata fuori – spiega – Tanti miti riguardo alla Svezia sono assolutamente infondati. Le donne che denunciano le violenza sono statisticamente più a rischio di perdere la custodia dei bambini. In più, vivevo in un paesino di 3.000 abitanti dove chiunque non è svedese non è visto di buon occhio".
È il padre adesso a decidere se e quando Silvia può vedere i suoi bambini: "Mia figlia tra due giorni compie otto anni e lui mi ha proibito di partecipare al suo compleanno, non mi vuole lì neanche per un'ora".
Silvia Campagna in questi mesi si è rivolta ai media e soprattutto alla politica. È stata intervistata dalla trasmissione Incidente probatorio in onda sul Canale 122, è stata ricevuta da Francesca Pascale, e ha scritto al governo italiano: "Ho inviato una lettera a Giorgia Meloni. L'ho fatto perché so già che non otterrò giustizia. La mia avvocata mi ha spiegato che per come funziona qui, difficilmente otterrò la custodia. Chiedo solo di poter abbracciare ancora i miei bambini".