A distanza di 75 anni dal bombardamento atomico di Hiroshima, e nonostante le difficoltà causate dalla pandemia di Coronavirus, il Giappone commemora l'anniversario della tragedia all'interno del parco del Memoriale della Pace, al centro della città. Alle ore 8.15 in punto, il momento esatto del lancio della bomba atomica su Hiroshima, il rintocco di una campana e un minuto di silenzio hanno ricordato l'apocalisse del Giappone. Una seconda bomba venne lanciata su Nagasaki il 9 agosto, decretando di fatto la fine della Seconda Guerra Mondiale.

La pandemia di Coronavirus complica l'organizzazione dell'evento

La cerimonia di quest’anno si è tenuta in versione più contenuta proprio a causa delle restrizioni legate alla pandemia di Covid-19: il numero degli ospiti è stato ridotto di un decimo, con rappresentanti di oltre 80 Paesi che hanno assistito alla cerimonia insieme al premier Shinzo Abe. È stato difficile organizzare l’evento anche a causa della presenza dei sopravvissuti del disastro, “gli hibakysha”, sempre più provati con un’età media superiore agli 83 anni. Una lista con i nomi di 324.129 vittime, che include 4.943 sopravvissuti che sono morti quest'anno, è stata esposta nel cenotafio.

Hiroshima, la dichiarazione del presidente Mattarella

"Il bombardamento atomico di Hiroshima – cui seguì, tre giorni dopo, quello su Nagasaki – di cui oggi ricorre il 75° anniversario, vide l’umanità apprendere in pochi secondi l’esistenza di strumenti di autodistruzione totale" – così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella -. Le due città giapponesi sono tutt’oggi un monito costante a mantenere e sviluppare ulteriormente quel sistema di istituzioni ed accordi – con le Nazioni Unite al centro – creato dopo la Seconda Guerra Mondiale per garantire a tutti pace e sicurezza durature. L'architettura internazionale per il disarmo e la non proliferazione è una componente importantissima di tale sistema e ogni sua violazione rappresenta un passo verso l’olocausto nucleare. L’Italia sostiene con forza l’obiettivo di un mondo libero da armi nucleari, attraverso un approccio progressivo al disarmo che preveda il responsabile coinvolgimento di ogni Stato. L’agenda internazionale non può prescindere da questo traguardo. Rendere omaggio alle innumerevoli vittime di quei tragici eventi e ai moltissimi che, sopravvissuti ai bombardamenti, subirono gli effetti devastanti delle radiazioni, significa impegnarsi per creare un mondo pacifico per adempiere la promessa incisa sul cenotafio di Hiroshima: Non ripeteremo l'errore".