Grecia, la polizia sgombera ERT, la tv pubblica occupata dai giornalisti

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Il blitz delle forze dell’ordine alle 5 del mattino. I poliziotti hanno sgomberato la struttura lanciando lacrimogeni e arrestando 4 giornalisti, poi rilasciati. Oggi pomeriggio manifestazione ad Atene in solidarietà con i 50 giornalisti e tecnici che stavano lottando per il loro lavoro e l’informazione pubblica.
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Quindici squadre di polizia, in assetto antisommossa, hanno fatto irruzione la scorsa notte nei locali della ERT, l'ex televisione pubblica chiusa l'11 giugno scorso e da quel momento occupata da un team di giornalisti e tecnici, che hanno continuato a trasmettere 24 ore al giorno, per sette giorni alla settimana, contribuendo a fare luce sulla catastrofica situazione economica e sociale del paese. Gli agenti sono entrati da un ingresso laterale ed hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla di occupanti e sostenitori. quattro giornalisti sono stati condotti nel quartier generale della polizia, ad Atene, ma rilasciati dopo poco tempo. Nel frattempo all'esterno dell'edificio sono arrivati numerosi parlamentari di Syriza e del KKE, le due organizzazioni greche della sinistra radicale. Il personale di ERT ha invitato i cittadini a partecipare a una manifestazione di solidarietà oggi pomeriggio, mentre centinaia di manifestanti stanno tentando in queste ore di riappropriarsi dell'edificio, restituendolo ai giornalisti.

Il raid della polizia è stato effettuato su ordine diretto del premier Antonis Samaras (Nea Dimokratia, centrosinistra) con il sostegno convinto del suo vice  Evangelos Venizelos ( PASOK , centrodestra). Il governo, subito dopo l'operazione di sgombero, ha fatto sapere: "L'intervento della polizia nell'emittente ERT è stato fatto al fine di ripristinare la legalità. L'edificio era sotto occupazione illegale e causava perdite economiche giornaliere al governo. L'intervento ha avuto luogo in presenza del pubblico ministero". Nel momento dell'incursione la sede della tv era occupata da 50 giornalisti, tutti licenziati inseguito alla chiusura di giugno. Il pm li ha informati che, se non avessero lasciato volontariamente il posto, sarebbero stati arrestati. Gli operatori, tuttavia, si sono rifiutati di rispettare l'ordine. Alle 5 e 10 del mattino gli agenti hanno bloccato ogni accesso all'edificio. Da allora una folla sempre più numerosa di persone sta partecipando a un sit in sotto l'emittente. 

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