Grecia, in Parlamento atto d’accusa contro Varoufakis per alto tradimento

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Il procuratore della Corte Suprema greca ha inoltrato al Parlamento una richiesta di citazione in giudizio. Ora l’Assemblea dovrà decidere se revocare o meno l’immunità.

L'ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, rischia di finire nei guai dopo le rivelazioni su un suo presunto piano B di uscita dall'euro ipotizzato nei giorni della trattativa con l'Europa e i creditori. Il procuratore della Corte Suprema greca infatti ha inoltrato al Parlamento una richiesta di citazione in giudizio contro l’ex ministro ellenico per la sua "attuazione della trattativa" con i creditori internazionali, che configura il reato di alto tradimento. Lo riporta il giornale greco on line Ekathimerini spiegando che, dopo la trasmissione degli atti al Parlamento, l'Assemblea greca valuterà se l’azione dell’ex ministro sia rimasta entro i limiti di azione del dicastero e deciderà se revocare o meno l'immunità a Varoufakis che è deputato eletto nelle liste di Syriza.

Il tutto è nato da una denuncia di due cittadini greci. Una di Apostolos Glenzos, ex attore cinematografico, fondatore del partito Teleia e oggi sindaco della piccola città costiera Stylida, l'altra di Panayiotis Giannopoulos, un avvocato. I due accusano l'ex ministro di aver tramato alle spalle del Paese con un piano di ritorno alla Dracma causando gravi danni all'economia greca. Secondo i ricorrenti infatti l'ex ministro non avrebbe rispettato il mandato ricevuto con le elezioni, che era quello di negoziare con le istituzioni creditrici un accordo che portasse la Grecia fuori dalla recessione. Le due denunce sono state accolte dal procuratore che ha inoltrato la richiesta al Parlamento. Che il Parlamento conceda l'autorizzazione è molto improbabile, ma il caso è prova che l'ex Ministro è al centro di una aspra polemica nel Paese. Diversi deputati del partito conservatore Nuova Democrazia infatti hanno chiesto una sua immediata audizione nella commissione parlamentare che indaga sui salvataggi di Atene accusandolo di "ostruzionismo nei negoziati".

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