Germania, accordo sindacato – imprese: +3,4% di stipendio ai lavoratori metalmeccanici
Aumenti di stipendio per i lavoratori del settore metalmeccanico: no, non è una proposta del comunista Alexis Tsipras, ma il risultato di un accordo raggiunto stamattina nella rigorosissima Germania, che mentre impone alle altre nazioni europee misure lacrime e sangue in casa propria strappa condizioni favorevolissime per 3,7 milioni di lavoratori. In un periodo di bassa inflazione i rappresentati degli imprenditori del comparto metalmeccanico ed elettronico tedesco – il più importante del Vecchio Continente – hanno siglato un accordo con il principale sindacato del paese – Igmetall – che sono riusciti ad ottenere un aumento dei salari del 3,4%.
Il sindacato aveva intrapreso la vertenza chiedendo il +5,5%, mentre i datori di lavoro si erano detti disponibili ad un aumento del 2,2%. Al termine della trattativa è stato trovato un compromesso che appare comunque soddisfacente per i lavoratori. Le condizioni, in fondo, sembrano essere favorevoli, visto il boom di esportazioni, il buon andamento del Pil e i record di vendite del settore automobilistico ed elettronico, con Bmw, Mercedes, Volkswagen e Siemens che vanno a gonfie vele e trascinano anche l'indotto.
Il settore metalmeccanico ed elettronico tedesco conta 3,7 milioni di dipendenti e 254mila imprese e nel 2013 ha prodotto un fatturato di 999 miliardi di euro, ma i dati su export e vendite fanno sperare in un 2015 ancora migliore. Di fronte a questi risultati i sindacati hanno preteso che gli utili venissero "restituiti" ai lavoratori, almeno in parte. Ma non solo: Igmetall ha ottenuto il miglioramento del sistema di formazione degli operai e regole favorevoli per il lavoro part-time e il pensionamento degli anziani.