Dopo i raid notturni dell’aviazione israeliana continuano gli scontri sulla Striscia di Gaza. Oggi è stato lanciato l’allarme per una possibile invasione di terra dell’esercito israeliano, poi smentita poco dopo. Hamas continua col lancio di razzi, causando il ferimento di un cittadino israeliano. Ma di ben altro tipo è il bilancio dall’altro lato, in seguito ai colpi sparati dal confine e ai raid dell’aviazione israeliana: in totale le persone uccise tra i palestinesi diventano 122, con oltre 900 feriti da lunedì nei vari raid. Tra le vittime ci sono anche 33 bambini. Inoltre Save the Children denuncia che nel sud di Israele sono stati uccisi sette israeliani, compresi due bambini. Sempre da Save the Children arriva un’altra denuncia: “Almeno 31 scuole e una struttura sanitaria a Gaza sono state danneggiate dagli attacchi aerei israeliani. Le 31 scuole di Gaza sono frequentate da oltre 24mila bambini. Una scuola è stata danneggiata da razzi nel sud di Israele, dove tutte le lezioni sono state sospese a causa di questa violenza che ha colpito migliaia di bambini. Anche le violenze nelle comunità all’interno di Israele sono motivo di preoccupazione”.

Unicef fa invece il bilancio delle vittime tra i più piccoli: “Secondo le ultime notizie ricevute, 31 bambini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza, due in Israele. Prima di questa escalation, 1 bambino su 3 nella Striscia di Gaza aveva bisogno di supporto psicosociale per traumi legati al conflitto. Questo numero è senza dubbio aumentato. Tutti i bambini devono essere protetti”. L’annuncio arrivato oggi dell’invasione di terra era in realtà una trappola pensata da Israele: l’obiettivo era gettare nel panico i dirigenti di Hamas per colpire i tunnel in cui avrebbero potuto trovare rifugio. Una strategia per poi dare vita al bombardamento notturno più pesante dall’inizio del conflitto.

Scontri anche in Cisgiordania, Abu Mazen chiede intervento Usa

Situazione critica anche in Cisgiordania, dove sono 10 le vittime civili palestinesi nella giornata di oggi in seguito agli scontri con le forze armate israeliane: tra i morti ci sono anche molti giovani. Il presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen, ha intanto chiesto all’amministrazione Usa guidata da Joe Biden di intervenire per fermare il conflitto: “Il presidente ha chiesto all'amministrazione americana di intervenire in maniera immediata e rapida per fermare l'aggressione israeliana e in modo che le cose non vadano fuori controllo”, riferisce l’ufficio della presidenza.

Gaza, le richieste di cessate il fuoco

Sul fronte del cessate il fuoco la trattativa sembra ancora difficile, nonostante il leader politico di Hamas, Khaled Mashaal, abbia detto di essere pronto a mettere fine, almeno per ora, ai combattimenti, non ricevendo però risposta da Israele. La risposta del premier israeliano Benjamin Netanyahu sembra andare in tutt’altra direzione: “Contro Hamas non è finita. Ho detto che avremmo colpito Hamas e altri gruppi terroristici in modo significativo e lo stiamo facendo. Nell'ultimo giorno abbiamo attaccato obiettivi sotterranei. Hamas pensava di potersi nascondere lì, ma non può. I leader di Hamas pensano di poterci sfuggire. Non possono scappare. Possiamo raggiungerli ovunque e lo faremo”. Anche l’Egitto ha chiesto una tregua, rivolgendosi a Israele nella speranza di fermare i bombardamenti per evacuare i feriti e far entrare assistenza medica a Gaza.