Francia, sì del Parlamento a una legge sul “fine vita”: ok alla sedazione fino alla morte

Immagine
A poche settimane dall’inizio del dibattito parlamentare italiano in Francia si è votato a favore di una legge sul fine vita che consente ai medici di sedare profondamente i pazienti gravemente malati, accompagnandoli dolcemente alla morte.

Il Parlamento francese ha approvato una legge che consentirà ai medici di sedare un paziente malato in stato terminale fino alla morte: non si tratta di suicidio assistito, né della legalizzazione dell'eutanasia, ma di un compromesso raggiunto tra socialisti e conservatori ritenuto comunque sufficientemente soddisfacente. Il provvedimento consentirà ai pazienti di richiedere una profonda sedazione e un'alterazione della coscienza fino ala morte, ma solo qualora le condizioni del malato rischierebbero di precipitare rapidamente. Ai medici sarà consentito di interrompere i trattamenti di sostegno vitale, tra cui l'idratazione artificiale e la nutrizione. I dottori potranno utilizzare potenti antidolorifici, anche se il loro utilizzo può "abbreviare la vita della persona".

Alain Claeys, deputato socialista e co-autore del disegno di legge, ha dichiarato in un discorso all'Assemblea Nazionale: "Ciascuno di noi deve essere in grado di decidere come vivere gli ultimi istanti. Il testo ha un solo scopo: opporci a una pessima morte, cosa che accade ancora troppo spesso in Francia". Il co-autore della legge Jean Leonetti ha aggiunto: "Se alla fine della vita la sofferenza sarà insopportabile saremo autorizzati ad essere sedati e ad andarcene cullati dal sonno".

La legge sul "fine vita" francese ha subito una decisa accelerazione in seguito al caso di Vincent Lambert, un francese da otto anni in coma a causa di un incidente stradale. L'uomo è rimasto tetraplegico e le sue condizioni vengono giudicate non reversibili. Il suo stato è di "coscienza minima": manifesta dei comportamenti e delle piccole reazioni, ma la coscienza di tali comportamenti e reazioni può essere molto ambigua, incostante e soprattutto difficile da stabilire. Una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani ha stabilito che sarebbe legittimo interrompere le cure, ma i genitori dell'uomo hanno impugnato la sentenza – contro il volere stesso della moglie, favorevole a una morte dignitosa.

239 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views