Francia: le società che delocalizzano dovranno restituire gli aiuti di stato e pagare una multa
Delocalizzazioni selvagge? La Francia dice stop. Il Parlamento transalpino ha votato ieri la cosiddetta "Legge Florange" che vieta ai gruppi industriali la chiusura degli stabilimento produttivi per migrare in paesi più "convenienti". Il provvedimento è stato adottato a seguito di una dura – e dolorosa – battaglia che governo e sindacati hanno intrapreso contro l'industriale indiano Lakshmi Mittal, titolare del polo siderurgico di Florange, nell'area nord orientale del paese che, dopo mesi, è riuscito a spegnere gli atiforni, mandare a casa 600 lavoratori e trasferire la produzione all'estero. La sconfitta di sindacati ed esecutivo è bruciata per un anno, finché Hollande non ha deciso di legiferare. Come riporta Repubblica, la norma contro le delocalizzazioni "era una delle promesse elettorali di François Hollande, nello spirito della tradizione di dirigismo statale ereditata da Colbert che però appare quanto mai superata in un'economia globalizzata".
Naturalmente la proposta di legge non è piaciuta a tutti. Medef, la Confindustria francese, ha più volte criticato il testo riuscendo a far effettuare numerose modifiche e di fatto snaturandolo rispetto al suo intento principale. La norma, dunque, obbliga gli imprenditori con oltre mille dipendenti a ricercare un acquirente per garantire la produzione nel paese. Le società che non lo faranno verranno punite con una multa pari al 2% del fatturato e dovranno restituire gli aiuti statali ricevuti negli ultimi due anni. Così quella che si annunciava come una legge durissima contro le delocalizzazioni ha finito per scontentare tutti: i sindacati hanno fatto notare come l'85% delle imprese abbia meno di mille dipendenti, e di come quindi questa norma possa essere facilmente aggirabile. La destra, dal canto suo, ha annunciato ricorsi affermando che la legge minerebbe la libertà di impresa.
La crisi economica non ha risparmiato la Francia: un migliaio di aziende hanno delocalizzato o chiuso i battenti negli ultimi tre anni minando fortemente tutto il comparto manifatturiero, passato dal rappresentare il 19,7% del Pil ad appena il 13%. Secondo il Medef, tuttavia, la colpa sarebbe del costo del lavoro aumentato del 10% negli ultimi 12 anni, mentre in Germania nello stesso periodo è diminuito del 6%.