Il gallo Maurice è stato assolto in Francia al termine di un processo che ha diviso il Paese. Quel gallo che per molti francesi ha finito per incarnare la vita di campagna contro quella di città potrà continuare a cantare ogni mattina svegliando i suoi vicini di casa. Il giudice di Rochefort ha infatti respinto il ricorso dei vicini di casa di Saint-Pierre-d’Oléron contro i suoi rumori molesti al mattino. “Maurice ha vinto e i vicini dovranno versare alla proprietaria mille euro di risarcimento con gli interessi”, ha confermato Julien Papineau, avvocato della proprietaria Corinne Fesseau. Secondo l’avvocato Maurice ha vinto perché “nel diritto francese occorre dimostrare una molestia e questo non è stato fatto”. Esulta ovviamente la sua proprietaria: “Sono senza voce, li abbiamo spiumati. È una vittoria per tutti quelli nella mia situazione. Spero che faccia giurisprudenza”. “Perché non fare una legge Maurice per tutelare tutti i rumori della campagna?”, la domanda a questo punto di Corinne.

La denuncia dei vicini di casa e le petizioni per salvare il gallo Maurice – La vicenda era nata con una denuncia di “molestie di vicinato” depositata da una coppia di agricoltori riguardante la loro casa di vacanze sull’isola di Oleron, sulla costa atlantica della Francia. Ben presto Maurice è diventato una figura pubblica e ha ottenuto il sostegno dei politici locali. La proprietaria ha lanciato una petizione online, ha fondato l’associazione Les Coqs d’Oléron e ottenuto il sostegno del sindaco di Saint-Pierre-d’Oléron, Christophe Sueur. Oltre a un dibattito in Francia, ci sono stati articoli sul New York Times, magliette con la scritta “Let me sing” (lasciatemi cantare), e diverse petizioni per "salvare Maurice". E in questo modo quel gallo è diventato il simbolo della ruralità francese minacciata.