Sono più di 160 i minatori morti nella frana registrata in una miniera di giada in Myanmar, vicino al confine cinese. Lo smottamento è avvenuto ieri mattina nel nord del Paese, nel distretto di Hpakant, e ha intrappolato i minatori sotto il fango. Il bilancio aggiornato delle vittime parla di 166 morti. Ed è un bilancio ancora provvisorio, dato che le ricerche di eventuali dispersi continuano. "Le operazioni di ricerca e soccorso sono riprese questa mattina e altri quattro corpi sono stati recuperati", ha dichiarato un vigile del fuoco di Hpakant.

Qualcuno si è salvato nuotando nel lago fino a riva

Secondo quanto ricostruito, la tragedia è stata provocata, dopo giorni di piogge, dal distacco di una parte della montagna sovrastante la miniera. La frana ha terminato la sua corsa in un bacino di raccoglimento delle acque reflue della miniera, poi fuoriuscito con violenza provocando un'ondata che ha travolto i lavoratori. In pochissimi si sono salvati nuotando nel lago fino alla riva, a decine invece sono stati inghiottiti dai flutti. Per tutta la giornata di ieri i soccorritori hanno usato pneumatici come zattere di fortuna per cercare le vittime. "Siamo riusciti a recuperare solo i corpi che galleggiavano", ha dichiarato un commissario di polizia, Than Win Aung.

Decine di minatori muoiono ogni anno in Birmania

Quello avvenuto ieri mattina non è un incidente isolato. Decine di minatori muoiono ogni anno in Birmania lavorando nella lucrosa industria della giada. I lavoratori nel distretto di Hpakant sono spesso residenti che si avventurano alla ricerca di gemme, di cui c'è una forte domanda in Cina, in un terreno reso fragile da precedenti attività di scavo, specie nella stagione delle piogge.