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Il caso Epstein

“Epstein in vivavoce con Trump mentre una 16enne nuda lo massaggiava”, il nuovo file dell’inchiesta

Un nuovo documento degli Epstein Files riporta la testimonianza di una vittima che racconta di essere stata costretta a massaggiare Jeffrey Epstein mentre il finanziere parlava al telefono in vivavoce con il futuro presidente USA, Donald Trump. L’episodio risalirebbe al 2004 ed è contenuto in un file dell’FBI pubblicato dal Dipartimento di Giustizia.
A cura di Biagio Chiariello
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Un nuovo documento emerso dai cosiddetti Epstein Files riporta un episodio che coinvolgerebbe indirettamente l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo la testimonianza di una vittima raccolta dagli investigatori federali, il finanziere Jeffrey Epstein avrebbe ordinato a una ragazza di 16 anni di spogliarsi e massaggiarlo mentre era al telefono col futuro numero uno della Casa Bianca in vivavoce.

Il racconto compare in un documento dell’FBI pubblicato la scorsa settimana dal Dipartimento di Giustizia e riportato dal quotidiano britannico Daily Mail. L’episodio risalirebbe al 2004 e sarebbe avvenuto nella casa di sette piani che Epstein possedeva nell’Upper East Side di Manhattan, dove era stata allestita una stanza dedicata ai massaggi.

La giovane, che all’epoca frequentava il liceo, ha riferito agli investigatori di essere arrivata nell’abitazione per la terza volta. Quando entrò, Epstein stava già parlando al telefono e le avrebbe detto di affrettarsi e raggiungere la sala massaggi. In una nota dell’FBI si legge che il finanziere era impegnato in una telefonata in vivavoce con Trump mentre la ragazza iniziava a spogliarsi e a massaggiarlo, prima ai piedi e poi alla schiena. Secondo la stessa testimonianza, l’uomo si sarebbe poi spogliato e sarebbe salito sul lettino, abusando della giovane.

Il documento non chiarisce in che modo la ragazza avesse capito che l’interlocutore fosse Trump né se il tycoon fosse a conoscenza di quanto stava accadendo nella stanza. In passato Trump ha sempre sostenuto di aver interrotto i rapporti con Epstein all’inizio degli anni Duemila, descrivendolo come una conoscenza superficiale. Tuttavia, in diversi materiali investigativi pubblicati negli anni sono comparsi riferimenti a contatti tra i due anche successivamente.

Il file è stato reso pubblico solo di recente perché, secondo quanto spiegato dal Dipartimento di Giustizia, era stato inizialmente classificato per errore come duplicato e quindi escluso dal primo grande archivio di documenti diffuso a gennaio.

Dopo la pubblicazione del documento, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha respinto le accuse contenute nel file, definendole “infondate”. Leavitt ha utilizzato lo stesso termine anche per commentare altre testimonianze emerse negli anni contro Trump, tra cui quella di una donna che in passato aveva affermato di essere stata violentata quando aveva tredici anni.

La vicenda si inserisce in una fase in cui l’inchiesta sulla rete di Epstein continua a far emergere nuovi elementi. Proprio negli ultimi giorni gli investigatori hanno avviato nuove verifiche nello Zorro Ranch, la grande proprietà del finanziere nel Nuovo Messico. Le perquisizioni sono scattate dopo la pubblicazione di milioni di documenti investigativi che hanno riacceso l’attenzione sulle attività svolte da Epstein nelle sue proprietà più isolate.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella – al momento non confermata – della possibile presenza di due corpi di ragazze uccise e sepolte all’interno del ranch. Le informazioni provengono da alcune email incluse nei file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia e hanno spinto le autorità locali a intensificare i controlli sul terreno.

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