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Elezioni USA 2024

Elezioni Usa, Biden: “Non mi ritiro, dobbiamo sconfiggere Trump”, la lettera ai parlamentari dem

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in corsa per il suo secondo mandato, ha scritto una lettera ai parlamentari Democratici per mettere a tacere le voci che lo vorrebbero vicino al ritiro. Nonostante il disastroso dibattito del 27 giugno, Biden ha insistito: “Abbiamo un lavoro. Ed è sconfiggere Donald Trump”.
A cura di Luca Pons
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"Voglio che sappiate che, nonostante le speculazioni sulla stampa e altrove, sono fermamente impegnato a rimanere in questa corsa, a correrla fino alla fine, e a battere Donald Trump". Con queste parole, in una lettera inviata oggi ai parlamentari Democratici, il presidente in carica degli Stati Uniti Joe Biden ha garantito che non intende ritirarsi dalle elezioni presidenziali. Poco più di una settimana fa, il 27 giugno, la disastrosa performance di Biden durante il primo dibattito con Trump aveva fatto suonare l'allarme nel campo dem, arrivando a parlare seriamente di un ritiro del presidente dalla corsa per fare spazio a un altro candidato. Biden, però, ha confermato ancora una volta – con toni decisi – che non intende mollare.

"La questione di come andare avanti è stata discussa per oltre una settimana. Ora è tempo di chiuderla. Abbiamo un lavoro. Ed è battere Donald Trump", ha scritto il presidente 81enne nella lettera riportata da Cnn. "Mancano 42 giorni alla Convention democratica e 119 giorni all'elezione. Qualunque indebolimento nella nostra determinazione, o mancanza di chiarezza sul compito che ci attende, non fa altro che aiutare Trump e danneggiare noi", ha continuato.

Le parole sono sembrate rivolte soprattutto a quei dem che negli ultimi giorni hanno esplicitamente messo in discussione la candidatura di Biden: "È il momento di unirci, andare avanti come partito unito, e sconfiggere Donald Trump", ha concluso il presidente. Nonostante il tono deciso, però, non è detto che questa lettera basterà per mettere a tacere chi vuole chiedere a Biden un passo indietro.

La tempistica con cui la lettera è stata inviata non è casuale. Domani, 9 luglio, il Congresso degli Stati Uniti si riunirà a Washington per la prima seduta dopo il dibattito presidenziale. Sarà l'occasione per i parlamentari democratici di riunirsi e discutere dell'andamento della corsa elettorale. Molti incontreranno il capogruppo Hakeem Jeffries, come già fatto negli scorsi giorni con dei vertici online, ed è probabile che arriveranno delle rimostranze e anche delle richieste che Biden si faccia da parte.

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano statunitense, nei giorni successivi al dibattito Biden avrebbe contattato personalmente almeno una ventina di parlamentari, inclusi i capigruppo al Senato (Chuck Schumer) e alla Camera (Hakeem Jeffries, appunto). L'intenzione sarebbe stata quella di rassicurare il partito di due cose: da una parte, che il presidente è ancora pienamente in grado di correre per la rielezione; dall'altra, che le preoccupazioni di molti democratici sul tema saranno comunque ascoltate. Mentre Schumer ha dato il suo esplicito supporto a Biden, Jeffries non ha commentato pubblicamente.

Come sottolineato dallo stesso presidente, i Democratici hanno ancora poco più di un mese prima della Convention del 19 agosto, durante la quale la nomina di Biden sarà confermata in modo definitivo e – a meno di eventi eccezionali – irreversibile. A quel punto, al voto mancheranno meno di tre mesi.

Proprio la Convention potrebbe essere l'occasione per confermare, al contrario, un eventuale cambio di candidatura. La parte difficile, in questo caso, non sarebbe solo la confusione nata dal passo indietro senza precedenti di presidente uscente con la nomina già assicurata. I dem dovrebbero poi trovare un candidato alternativo. E finora nessuno tra i nomi proposti, su tutti quello della sua vice Kamala Harris, sembrano aver trovato un forte consenso all'interno del partito.

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