7 Maggio 2015
18:28

Elezioni Regno Unito, primi exit poll: Cameron avanti

Avanti il leader dei Tory, David Cameron, male i laburisti Ed Miliband. In Scozia boom degli indipendentisti.

Ore 23.15 – Exit Poll: Conservatori avanti – I conservatori di David Cameron un po' a sorpresa sarebbero nettamente in testa in queste elezioni politiche nel Regno Unito. È quanto indicano i primi exit poll diffusi nel Paese dopo la chiusura delle urne avvenuta alle 22 ora locale, le 23 in Italia. Secondo gli exit pll della Nop/Mori, rilanciati dalla Bbc, infatti il partito del Premier uscente riuscirebbe a guadagnare 316 seggi, mentre molto più staccati ci sarebbero i laburisti di Ed Miliband con 239 seggi. Pochissimi seggi invece all'Ukip di Farage. Se questi risutati fossero confermati, i conservatori insieme ai lib-dem di Nick Clegg, che sono accreditati di 10 seggi, avrebbero la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni, anche se per un solo voto. In Scozia gli indipendentisti verso il cappotto: 57 seggi su 57.

La battaglia d'Inghilterra o, per meglio dire del Regno Unito, è quasi agli sgoccioli. Mancano poche ore all'apertura delle urne in cui sono contenute le preferenze dei cittadini britannici chiamati al voto per rinnovare parlamento e governo. Secondo i bookmaker più accreditati, tuttavia, per la seconda volta consecutiva in circa settant'anni di storia, il paese non uscirà ad eleggere un unico vincitore, ma dopo il 2010 dovrebbe ricorrere nuovamente ad una coalizione che assuma il mandato di governo.

Tanti i partiti in campo, ma i veri protagonisti sono cinque: David Cameron, leader conservatore e primo ministro uscente, Ed Miliband suo principale avversario e guida dei laburisti, Nick Clegg considerato l'outsider più accreditato e guida dei Liberal Democratici, e infine Nicola Sturgeon leader del partito nazionalista- progressista scozzese Snp e Nigel Farage, esponente di spicco degli euroscettici dell'Ukip. Secondo l'opinione più diffusa tra gli osservatori politici, la tradizionale partita a due tra Tory e Labour verrà questa volta non solo disturbata dalla presenza dei LibDem, ma il ruolo di Snp e Ukip giocheranno un ruolo determinante per la vittoria di uno dei contendenti. Ecco un breve profilo dei tre principali leader che si stanno sfidando per la conquiste del governo di Sua Maestà.

David Cameron con sua moglie Samantha
David Cameron con sua moglie Samantha

David Cameron
David William Donald Cameron, nato a Londra nel 1966, è il leader dal dicembre 2005 del partito conservatore britannico, i Tory e, l'11 maggio 2010, è stato incaricato dalla Regina Elisabetta II di formare il governo. I conservatori, sotto la guida di Cameron hanno ottenuto il 36,1 per cento delle preferenze alle consultazioni di cinque anni fa. Nonostante l'ottima prestazione e il fatto che per la prima volta dal 1992 i Tory avessero battuto i laburisti, il partito di Cameron non riuscì a conquistare i 326 seggi necessari ad ottenere la maggioranza assoluta, dovendo ricorrere all'apporto dei Liberal-democratici di Nick Clegg e formare così un governo di coalizione. Proveniente da una ricca e nota famiglia, che vanta anche un legame di parentela (illegittimo) con la Regina Elisabetta II, Cameron dopo gli studi nella prestigiosa Università di Eton ha scalato velocemente le gerarchie di partito grazie al suo cambio di passo, nella comunicazione in primis, rispetto ai suoi colleghi conservatori percepiti nella società britannica come vetusti e portatori di istanze ormai superate dai tempi. Ha collaborato con gli ex premier John Major e con i ministeri dell'Interno e del Tesoro. Il leader conservatore, che in un'intervista di qualche anno fa si è dichiarato il vero erede di Tony Blair, ha convinto l'elettorato del Regno Unito attraverso un linguaggio giovanile e chiaro, caratterizzando il suo mandato politico per misure di austerity, per aver rimesso in moto l'economia nazionale dopo il periodo nero del 2008/9, per posizioni moderatamente euroscettiche e critiche verso Bruxelles e per l'intenzione di calmierare l'ingresso di cittadini stranieri nel paese. Cameron, nominato a soli 43 anni alla carica di primo ministro è stato il più giovane inquilino di Downing Street dalla nomina di Lord Liverpool nel 1812.

Ed Miliband con sua moglie Justine
Ed Miliband con sua moglie Justine

Ed Miliband
Edward Samuel Miliband è il figlio secondogenito di Ralph Miliband, teorico marxista ebreo di origine polacca, e fratello dell'ex ministro degli esteri britannico David. Dal 3 ottobre 2008 all'11 maggio 2010, data in cui l'ex premier Gordon Brown si dimise dalla carica di primo ministro e leader del Labour party, Miliband è stato segretario di Stato per l'energia e il cambiamento climatico. Dopo lo scioglimento del governo di Brown sia Ed che David Miliband annunciarono di voler correre per la carica di leader del partito laburista britannico (gli altri concorrenti erano Diane Abbott, Ed Balls, Andy Burnham). Nella sorpresa generale il 25 settembre del 2010 il giovane e meno favorito Ed venne eletto, con il 50,65 per cento delle preferenze, segretario del Partito Laburista. Eletto all'età di soli 40 anni, Ed è divenuto leader laburista più giovane dalla Seconda Guerra Mondiale. L'esponente progressista ha caratterizzato il suo mandato politico per le posizioni nette, l'attenzione alle tematiche sociali e all'ambiente. Ha attaccato con forza i tagli sociali praticati dal governo di Cameron e sostenuto la partecipazione britannica all'intervento militare in Libia contro il regime del Colonnello Gheddafi. Sotto la sua guida il partito laburista ha ottenuto risultati alterni, registrando buone affermazioni in Galles, buone in Inghilterra meridionale e negativi in Scozia. Secondo l'opinione più diffusa, la svolta nella carriera politica di Miliband si è verificata  nel luglio del 2011, quando scoppiò lo scandalo per le intercettazioni illegali ordinate dal tabloid News of the World. Miliband, in quell'occasione, chiese le dimissioni di Rebekah Brooks, responsabile esecutivo di News International sollecitando sia l'istituzione di una commissione d'inchiesta indipendente sia presentando una mozione parlamentare finalizzata al blocco dell'acquisizione da parte di Sky della totalità delle azioni della piattaforma satellitare BSkyB. La mozione venne appoggiata anche dal premier Cameron e creando un precedente nella storia politica britannica.

Nick Clegg con sua moglie Miriam Gonzalez Durantez
Nick Clegg con sua moglie Miriam Gonzalez Durantez

Nick Clegg
Nicholas William Peter ‘Nick' Clegg guida dal 2007 il partito Liberal-democratico e dal 2010 è stato nominato vico primo ministro del Regno Unito. I leader dei LibDem, proveniente da una ricca famiglia multietnica (madre olandese, padre metà russo, moglie spagnola) ha studiato archeologia e antropologia al Robinson College di Cambridge, proseguendo poi i suoi studi presso l'University of Minnesota e il Collegio d'Europa. Grazie a quest'ultima esperienza ha anche ricoperto un incarico presso la commissione europea a Bruxelles. Dopo la parentesi europea ha lavorato come giornalista per il settimanale The Nation. Dal punto di vista politico il primo successo in termini di consensi di Clegg è stato nell'East Midlands dove, dal 1999 al 2004, ha ricoperto la carica di consigliere. Successivamente, nel 2005, è stato eletto parlamentare nel collegio di Sheffield Hallam e nel 2006 è diventato il portavoce del partito per la politica interna. Nel 2007 è stato nominato leader del partito a seguito delle dimissioni di Charles Kennedy e, subito dopo, nel gennaio 2008 è stato nominato membro del Consiglio Privato di Sua Maestà. Dopo la buona performance delle elezioni politiche del maggio 2010 del partito LibDem, Nick Clegg è stato nominato Vice Primo Ministro del Regno Unito nel governo guidato da David Cameron. Dopo la nomina a vice primo ministro, tuttavia, Clegg ha conosciuto un picco nella popolarità a causa del suo voto favorevole all'aumento delle tasse universitarie. Le critiche, piovute prevalentemente dal sindacato studentesco, sono state scatenate dal fatto che Clegg durante la campagna elettorale si era impegnato per lasciarle invariate. A causa di questa reazione il leader LibDem ha subito un vero e proprio tracollo nei sondaggi.

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