È morto Hosni Mubarak, l'ex leader militare e il quarto presidente dell'Egitto. A comunicare il decesso sono stati i quotidiani locali.  L'ex presidente egiziano Hosni Mubarak è morto oggi, martedì 25 febbraio all'eta di 91 anni. Nato nel 1928, Hosni Mubarak era stato deposto in seguito alle proteste di Piazza Tahrir del 2011. Era poi finito in carcere con l'accusa di corruzione prima di tornare a piede libero nel marzo 2017. Da allora le sue condizioni di salute erano peggiorate tanto da indurlo a ritirarsi a vita privata. Come ricostruito dai media locali, negli ultimi mesi le sue condizioni cliniche si erano aggravate ulteriormente fino a portarlo la ricovero in terapia intensiva.

A rivelare la gravità delle situazioni di salute di Hosni Mubarak erano stati i figli Alaa e Gamal Mubarak spiegando che l'ex presidente egiziano era stato trasferito all'interno del reparto di terapia intensiva in un ospedale a causa di un grave problema di salute. Recentemente, lo scorso 22 febbraio, il tribunale penale del Cairo aveva assolto proprio i figli Alaa e Gamal Mubarak dalle accuse di corruzione nel processo per la presunta manipolazione del mercato azionario. I due sono stati rilasciati su cauzione, con obbligo di non lasciare il paese, nel 2018. Al momento ancora nessun commento è stato rilasciato dalla famiglia dell'ex presidente sul decesso.

L'ex Rais egiziano ha governato il Paese nordafricano per 30 anni, dal 1981 al 2011, fino alla stagione delle Primavere arabe quando fu destituito dalle proteste di piazza che portarono al governo la Fratellanza musulmana. Nominato vicepresidente della Repubblica d'Egitto dopo una brillante carriera militare svolta nei ranghi dell'aeronautica egiziana, assunse la Presidenza, succedendo al Presidente Anwar al-Sādāt, a seguito dell'assassinio di questi il 6 ottobre 1981. Dopo le dimissioni spinte dalla folla di Piazza Tahrir, è stato accusato di corruzione e portato a processo dove, dopo una prima condanna, è stato assolto dalle accuse più gravi e infine scarcerato. Nel frattempo nel Paese è tornata al potere l'ala militare con la destituzione dei movimenti di matrice islamica.