Una quarantina di sospetti terroristi sarebbero stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza egiziane durante una serie di incursioni nei governatorati del Nord Sinai e di Giza, dove ieri un ordigno è esploso al passaggio di un pullman turistico alle Piramidi uccidendo quattro persone. A comunicarlo è il ministero dell'Interno precisando di avere avuto informazioni su un gruppo terroristico che stava pianificando di effettuare una serie di attacchi contro le istituzioni statali, l'industria del turismo, le forze armate, la polizia e le chiese. Trenta jihadisti sarebbero stati uccisi nel governatorato di Giza, mentre altri dieci sono morti nel corso di un altro raid, nella Penisola del nord del Sinai. Il ministero non ha collegato direttamente i raid all'episodio di ieri, ma una fonte delle forze di sicurezza ha confermato che le operazioni hanno avuto luogo stamattina, dopo l'attentato, il primo contro turisti dal 2017.

La bomba esplosa ieri vicino al pullman di turisti: 4 morti – È di quattro morti il bilancio dell'esplosione che ha colpito un bus turistico vicino alle piramidi di Giza nel tardo pomeriggio di venerdì. Oltre a due turisti vietnamiti rimasti uccisi sul posto, un terzo turista e una guida turistica egiziana sono poi morti in ospedale per le ferite subite. Lo ha reso noto il primo ministro Mostafa Madbouly, secondo quanto riportato da diversi media arabi e internazionali. Il premier ha anche spiegato che il bus avrebbe deviato da una tradizionale strada di transito turistico, ritenuta "sicura" e "sorvegliata dalla polizia". L'autista del pullman avrebbe scelto un altro percorso senza avvisare i servizi di sicurezza.