Thomas Tobin, vescovo di Providence (Screenshot WPRI via YouTube)
in foto: Thomas Tobin, vescovo di Providence (Screenshot WPRI via YouTube)

Le dichiarazioni di don Richard Bucci su pedofilia e aborto hanno provocato una bufera. Il sacerdote 72enne della chiesa del Sacro Cuore di West Warwick, nello Stato di Rhode Island, durante un’intervista ha detto che “la pedofilia non uccide mentre l’aborto sì”. Per cercare di calmare gli animi è dovuto intervenire Thomas Tobin, il vescovo di Providence, la capitale del piccolo Stato sulla costa est degli Usa. Se padre Richard è convinto che l’aborto sia peggio della pedofilia in quanto il primo uccide e la seconda no, il vescovo Tobin mette sullo stesso piano le violenze sessuali su minori e l’interruzione di gravidanza. È quanto si legge in un comunicato diffuso il 13 febbraio dalla diocesi di Providence.

“È importante affermare che sia l’abuso sessuale su minori sia l’aborto sono entrambe azioni orribili e immorali che hanno conseguenze molto gravi e dannose”, premette il vescovo. “In primo luogo – scrive Tobin – non è mai accettabile la sottovalutazione del danno provocato dalle violenze sessuali ai minori. Gli abusi di carattere sessuale, ovunque e in qualsiasi momento, causano danni duraturi, a volte permanenti e devastanti alle vittime sopravvissute, alle loro famiglie e all'intera comunità”. “Le accuse di abuso sessuale devono sempre essere prese molto sul serio – continua – e dovrebbe essere fatto ogni sforzo per proteggere i bambini e i giovani, per eliminare gli abusi, per incriminare gli abusatori e per offrire assistenza alle vittime”. Dopo queste necessarie considerazioni il vescovo di Providence affronta il tema dell’interruzione di gravidanza.

“Anche l'aborto è un atto peccaminoso e immorale, un ‘crimine abominevole’. (Concilio Vaticano II) l'aborto distrugge la vita innocente non nata; sfrutta le donne vulnerabili; svilisce la vita familiare; e corrode il tessuto morale della società. Non ci sono circostanze, personali o politiche, che giustifichino l’interruzione della gravidanza di bambini non ancora nati. La Chiesa cattolica è stata molto chiara e coerente nel condannare il male dell'aborto e affermiamo che coloro che promuovono, sostengono e approvano l'aborto, compresi i leader civili, sono responsabili di un grave male agli occhi di Dio Onnipotente”. “Nell'attuale discussione pubblica, esorto tutte le parti ad astenersi da inutili e provocatorie retoriche e a riflettere personalmente e con la preghiera sulle conseguenze di queste gravi questioni. Possiamo rinnovare i nostri sforzi per proteggere la vita e promuovere il bene comune, specialmente per i bambini e i giovani, e possa Dio benedire il nostro impegno con saggezza, prudenza, umiltà e carità”.

Don Richard Bucci, 72 anni, al centro della polemica dopo le sue parole su pedofilia e aborto ((Wjar)
in foto: Don Richard Bucci, 72 anni, al centro della polemica dopo le sue parole su pedofilia e aborto ((Wjar)

Solo pochi giorni fa, don Bucci era stato criticato perché aveva pubblicato una lista con i nomi di 44 deputati e senatori che nel 2019 avevano votato a favore di una legge statale che contempla una serie di diritti per le donne che vogliano interrompere la gravidanza. Nella sua parrocchia del Sacro Cuore di West Warwick il reverendo vietava ai 44 politici del Rhode Island di ricevere la comunione, così come essere padrini a battesimi, testimoni ad un matrimonio o fare discorsi durante un funerale . Le reazioni alla “scomunica” e alle parole di don Bucci su pedofilia e aborto non si sono fatte attendere. Un gruppo di legislatori, assieme a due vittime di abusi sessuali del clero, hanno chiesto al vescovo di sospendere il sacerdote del Sacro Cuore. L’ecclesiastico, tuttavia, non sembra intenzionato a prendere nessuna misura contro padre Richard. Almeno così si deduce da quanto scrive Tobin sul suo account Twitter. “Possiamo chiarire, ancora una volta, che nessuno ha il diritto assoluto a ricevere la Santa Comunione? Per fare ciò una persona deve essere canonicamente idonea e disposta spiritualmente. In altre parole, in unione istituzionale e spirituale con la Chiesa”. E la risposta non si è fatta attendere: “Possiamo dirlo chiaramente ancora una volta – ha replicato Nick Inglis – nessuno ha il diritto di ignorare gli abusi sessuali su minori. Farlo significa stravolgere completamente gli insegnamenti di Cristo. In altre parole, dovresti dimetterti e scusarti con le vittime che hanno sofferto a causa della tua mancanza di moralità”.

Le dichiarazioni del vescovo di Providence, in cui si mettono sullo stesso piano l’interruzione di gravidanza e gli abusi sessuali su minori, sembra proprio che non stiano provocando l’effetto sperato.