Per don Marino Genova, l'ex sacerdote di Portocannone, si sono aperte le porte del carcere. Il religioso, condannato a quattro anni e dieci mesi di reclusione per violenza sessuale e abusi a danno dell'ex parrocchiana all'epoca tredicenne, Giada Vitale, è stato arrestato in esecuzione della sentenza definitiva. Si chiude così una delle vicende più tristi della cronaca degli ultimi anni.

"Non si è mai contenti quando una persona va in carcere – commenta al Tgr, Giada Vitale, la vittima  – non avevo desiderio di vendetta ma di giustizia. È stato un fatto talmente doloroso che ha devastato la mia esistenza al punto che nulla mi rende più felice. Ma è giusto cosi, che paghi per quanto ha fatto, ma ha sbagliato ancor di più – ha aggiunto – chi nella diocesi e nella magistratura lo ha protetto".

Marino Genova, condannato anche dal Tribunale ecclesiastico si trova nel carcere romano di Rebibbia. I fatti per i quali è stato giudicato risalgono al 2009, quando Giada aveva solo 13 anni e sono andati in scena nella chiesa che la ragazzina frequentava e dove suonava il piano durante le funzioni. Gli eventi sono andati avanti per i successivi 4 anni, tuttavia a Don Marino Genova sono stati contestati solo gli abusi perpetrati fino al compimento del 14esimo anno di età di Giada.

Da quella data la ragazzina è stata considerata ‘consenziente' e si è ritenuto che i contatti avvenissero all'interno di una relazione. Per questo la magistratura ha archiviato il secondo fascicolo relativo alla vicenda. Sul caso, l'onorevole Stefania Ascari (Movimento Cinque Stelle) ha presentato un'interrogazione parlamentare.