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Coronavirus
8 Settembre 2020
20:20

Disse che il Coronavirus era una “punizione di Dio per i gay”, patriarca ortodosso è positivo

Il patriarca ortodosso Filaret, che accusò gli omosessuali di essere responsabili della pandemia di Coronavirus, è risultato positivo al Covid-19. Lo ha fatto sapere in una nota diffusa online la chiesa di Filaret. Il religioso che suscitò polemiche per le sue dichiarazioni ha 91 anni: attualmente è ricoverato in condizioni stabili.
A cura di Susanna Picone
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Accusò gli omosessuali di essere responsabili della pandemia di Coronavirus e ora è lui – il patriarca ortodosso Filaret – a essere risultato positivo al Covid-19 dopo alcuni controlli. A confermare la notizia apparsa su alcuni media è stata, in una nota diffusa online, la chiesa di Filaret, che spiega che il religioso, che ha novantuno anni, è attualmente ricoverato in condizioni stabili. "Vi informiamo che sua Santità il patriarca Filaret di Kiev è risultato positivo al test per il Covid-19", si legge nella nota, in cui appunto si spiega che "il patriarca è ora ricoverato e le sue condizioni di salute sono giudicate soddisfacenti".

A marzo disse: "Virus punizione di Dio per i matrimoni gay" – Lo scorso marzo suscitò scalpore quando, intervistato da una televisione ucraina, il patriarca ortodosso ora ricoverato a causa del Covid-19 disse che il nuovo Coronavirus era "una punizione di Dio per i matrimoni tra persone dello stesso sesso", una punizione "per i peccati degli uomini". Dichiarazioni che suscitarono polemiche e anche la reazione in quella occasione della portavoce di Amnesty International Ucraina: "Tali dichiarazioni sono molto dannose perché potrebbero portare a un aumento degli attacchi, dell’aggressione, della discriminazione e dell’accettazione della violenza", aveva replicato Maria Guryeva. C'è da dire che il patriarca novantunenne non è stato l'unico religioso ad accusare le persone omosessuali di avere "responsabilità" della pandemia. Nei mesi scorsi anche il pastore americano Rick Wiles e il rabbino israeliano Mei Mazuz hanno utilizzato l'emergenza sanitaria mondiale per condannare gli omosessuali e imputare loro la responsabilità della diffusione del virus.

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