Disastro Prestige: nessun colpevole per la catastrofe ambientale più grave d’Europa

A cura di D. F.
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La nave petroliera affondò il 13 novembre del 2002 a largo della Galizia riversando in mare 77mila tonnellate di greggio. Il giudice spagnolo ha affermato nella sentenza emessa oggi: “Nessuno può dire esattamente quali siano le cause che hanno fatto affondare la nave”.

E' il 13 novembre del 2002. A largo della Galizia, in Spagna, si rovescia la nave petroliera Prestige, partita da San Pietroburgo. L'enorme imbarcazione rimane per sei giorni in balia del mare, fino ad essere trascinata a 250 chilometri dalla costa dalla forza delle onde. Il 19 novembre affonda definitivamente, riversando in acqua 77mila tonnellate di combustibile e devastando 1.700 chilometri di litorale in Francia, Spagna e Portogallo. Le coste vennero invase dalla marea nera. Migliaia di uccelli morirono, i delfini si spiaggiarono sulla riva per non parlare della sorte di milioni di pesci. Fu, senza alcun dubbio, il disastro ambientale più grave d'Europa. Un disastro che, almeno per ora, non ha responsabili. Il giudice Juan Luis Pia ha letto oggi la sentenza di assoluzione del capitano della nave Apostolos Mangouras, del capo macchinista Nikolaos Argyropoulos e dell’ex direttore generale della Marina Mercantile spagnola José Luis Lopez-Sors. Erano accusati per crimini contro l’ambiente, danni alle aree naturali protette e danni causati dal naufragio della petroliera. Il comandante e l'armatore hanno accusato il governo spagnolo di aver "provocato la catastrofe, ordinando alla petroliera in difficoltà di allontanarsi dalla costa".

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"Nessuno può dire esattamente quali siano le cause che hanno fatto affondare la nave", è il succo della sentenza del giudice spagnolo che ha emesso una condanna a 9 mesi di carcere solo per Mangouras per essersi rifiutato di far rimorchiare la nave: l'uomo non sconterà la pena per motivi d’età, ha 78 anni. Seconda la sentenza, l’incidente che mandò a picco la petroliera fu causato semplicemente da un "cattivo stato di manutenzione e conservazione". La sentenza riconosce come responsabile dei danni civili la compagnia assicuratrice del Prestige.

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