Disastro ferroviario in Spagna, almeno 39 morti. Il ministro: “Treno e binari nuovi, incidente strano”

Il ministro dei Trasporti Óscar Puente: “Il treno Iryo è praticamente nuovo e anche i binari sono stati ristrutturati. L’incidente è estremamente strano; è avvenuto in linea retta. Tutti gli esperti che abbiamo consultato sono estremamente sconcertati”.
A cura di Davide Falcioni
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È pesantissimo il bilancio dell'incidente ferroviario che è è verificato nella serata di ieri nel sud della Spagna: almeno 39 persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite, alcune delle quali in condizioni gravi. Tra loro al momento non risulta la presenza di italiani anche se, come ha affermato la Farnesina in una nota, il processo di identificazione delle vittime è ancora in corso.

L’incidente si è verificato nei pressi di Adamuz, in Andalusia. Un treno ad alta velocità della compagnia privata Iryo, partito da Málaga e diretto a Madrid, è deragliato pochi minuti dopo la partenza, finendo sul binario opposto. Proprio lì è avvenuto l’impatto con un altro convoglio in arrivo, un treno Renfe che viaggiava da Madrid verso Huelva. La violenza dello scontro ha fatto deragliare anche quest’ultimo, che è precipitato lungo una scarpata.

Secondo l’ente gestore della rete ferroviaria, l’incidente è avvenuto circa dieci minuti dopo la partenza del treno Iryo, avvenuta alle 18.40. Il treno Renfe procedeva a circa 200 chilometri orari al momento dell’impatto; resta invece da chiarire la velocità del primo convoglio.

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Le operazioni di soccorso sono proseguite per tutta la notte. Le immagini trasmesse dalle televisioni iberiche mostrano vigili del fuoco e personale sanitario al lavoro tra carrozze sventrate e lamiere contorte. Se i passeggeri del treno Iryo sono stati evacuati nel giro di poche ore, la situazione sul secondo treno è apparsa fin da subito drammatica: diverse persone sono rimaste intrappolate tra i resti delle carrozze, rendendo le operazioni di salvataggio estremamente complesse. "Dobbiamo raggiungere i feriti in spazi molto stretti", ha spiegato il capo dei vigili del fuoco di Córdoba, sottolineando come sia stato necessario rimuovere i corpi per arrivare a eventuali sopravvissuti. "È un lavoro difficile e delicatissimo".

Le testimonianze dei passeggeri restituiscono la drammaticità dei momenti immediatamente successivi allo schianto. "È stato come un terremoto", ha raccontato un giornalista dell’emittente pubblica RNE che viaggiava su uno dei treni. In molti hanno utilizzato i martelletti di emergenza per rompere i finestrini e uscire dalle carrozze. "La gente urlava, i bagagli cadevano dalle cappelliere", ha riferito un passeggero del treno Renfe, che si trovava nell’ultima carrozza e si è salvato per pochi metri. Un altro ha raccontato che "il treno ha iniziato a frenare all'improvviso e alcuni sedili sono stati scaraventati via. Ho pensato di morire".

Sui social sono circolati video e messaggi dei viaggiatori. In uno di questi si vede un addetto Iryo, con giacca fluorescente, invitare i passeggeri a rimanere seduti nel buio delle carrozze e a risparmiare la batteria dei telefoni, spiegando che l’evacuazione sarebbe avvenuta solo quando le condizioni di sicurezza lo avessero permesso. "Nella nostra carrozza stiamo bene, ma non sappiamo cosa stia succedendo nelle altre", scriveva un passeggero, parlando di fumo e della richiesta urgente di un medico.

Secondo i media spagnoli, sui due treni viaggiavano complessivamente circa 400 persone. Ad Adamuz, cittadina di cinquemila abitanti, è stato allestito un centro di accoglienza per i passeggeri sopravvissuti: i residenti hanno portato cibo e coperte, mentre le temperature notturne scendevano intorno ai sei gradi.

Le cause del disastro restano al momento sconosciute. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha però parlato di una dinamica anomala: "Il treno Iryo è praticamente nuovo e anche i binari sono stati ristrutturati. In particolare, i lavori di sostituzione dei binari su questa tratta sono stati completati a maggio. L'incidente è estremamente strano; è avvenuto su un rettilineo. Tutti gli esperti che abbiamo consultato sono sconcertati".

La sistemazione della linea ferroviaria tra Madrid e l'Andalusia era costata 700 milioni di euro, ma la tratta continuava a presentare dei problemi. Lo scrivono i media internazionali. Un sindacato dei macchinisti spagnoli ha avvisato l'operatore ferroviario Adif in una lettera dello scorso agosto della forte usura dei binari, compreso quello in cui i due treni si sono scontrati. Buche, dossi e squilibri nelle linee elettriche aeree causavano frequenti guasti e danneggiavano i treni, sostenevano i sindacati.

Alvaro Fernandez Heredia, presidente della società ferroviaria pubblica spagnola Renfem ha intanto dichiarato che "l'errore umano è praticamente escluso. Se il macchinista prende una decisione errata, il sistema stesso la corregge. Non speculiamo, aspettiamo i risultati dell'indagine".

Il governo ha reagito sospendendo tutti i collegamenti ferroviari tra Madrid e l’Andalusia. Sánchez ha annullato gli impegni previsti per la giornata di oggi per seguire l’emergenza, mentre la Casa reale ha fatto sapere che il re e la regina stanno seguendo con apprensione l’evolversi della situazione. Anche la Comunità di Madrid ha messo a disposizione i propri ospedali per accogliere eventuali feriti trasferiti dall’Andalusia.

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