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Incidente aereo Air India 171

Disastro Air India, “I due motori del Boeing 787 sono stati spenti”: i primi risultati dell’inchiesta

I primi risultati dell’inchiesta sull’incidente aereo del Boeing 787 di Air India precipitato ad Ahmedabad il 12 giugno scorso e costato la vita a 260 persone. Secondo fonti vicine all’indagine, nessun guasto ai motori ma le leve del flusso carburante erano state spente.
A cura di Antonio Palma
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I due motori del Boeing 787 di Air India precipitato ad Ahmedabad il 12 giugno scorso sarebbero stati spenti in fase di decollo, è quanto emerge dai primi risultati dell’inchiesta Usa sull’incidente aereo in cui sono morte 260 persone con un unico sopravvissuto. Secondo fonti a conoscenza delle prime valutazioni delle autorità statunitensi rivelate dal Wsj, finora non sarebbero emersi problemi tecnici al velivolo e l’inchiesta si starebbe concentrando sulle azioni dei piloti.

Spente le leve del flusso carburante ai due motori

Secondo le fonti Usa, i risultati preliminari del National Transportation Safety Board statunitense, che sta fornendo supporto all'indagine condotta dall'India, indicano che gli interruttori che controllavano il flusso di carburante ai due motori del Boeing 787 Dreamliner sono stati spenti, causando un'apparente perdita di spinta poco dopo il decollo. In precedenza anche The Air Current, una pubblicazione di settore, aveva riferito che proprie fonti indicavano che l'indagine aveva ristretto l’attenzione al movimento degli interruttori di controllo del carburante del motore.

Al momento però non è chiaro cosa abbia spinto i due piloti a questa manovra che viene utilizzata per spegnere o ripristinare i motori in determinate situazioni di emergenza. Al momento non è chiaro nemmeno se la manovra sia stata accidentale o intenzionale o se ci sia stato un tentativo di riaccendere l’impianto.

Una manovra che se fosse accidentale sarebbe comunque anomala per i due piloti espertissimi. Sumeet Sabharwal, il comandante del volo, aveva accumulato oltre 10mila ore di volo su aerei di queste dimensioni mentre il suo copilota, Clive Kunder, aveva oltre 3.400 ore di esperienza, come ha dichiarato Air India. I due avevano dichiarato emergenza a bordo pochi secondi prima dello schianto dell'aereo.

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Il mistero della turbina Rat

Se la circostanza dei motori spenti fosse confermata, potrebbe spiegare però anche il mistero della turbina Rat, il generatore di emergenza che si è attivato prima dello schianto dell’aereo sull'ostello per studenti di medicina poco fuori dall’aeroporto di Ahmedabad.  Il sistema automatizzato, che negli aerei moderni si avvia fondamentalmente solo quando il velivolo perde le fonti di energia primaria e ausiliaria, serve  per “mantenere in vita” i sistemi critici come comandi di volo e altra strumentazione, al fine di permettere un potenziale atterraggio di emergenza.

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Nessun problema ai motori del volo Air India

Come si vede in un video dello schianto, l’aereo era già in fase di decollo ma a pochi metri dal suolo ha iniziato a perdere vistosamente potenza e quini anche la quota fino a schiantarsi di pancia sugli edifici. Per questo si era pensato a un’avaria improvvisa ai motori, tra cui uno installato a marzo e completamente nuovo, ma dalle stesse indagini pare che non ci siano indicazioni di problemi ai motori GE del Dreamliner consegnato da Boeing ad Air India nel gennaio 2014.

L'Aircraft Accident Investigation Bureau indiano, che sta conducendo l'inchiesta, al momento però non rilascia dichiarazione ufficiali sui risultati anche se dovrebbe pubblicare un rapporto preliminare nei prossimi giorni dopo aver analizzato le due scatole nere con i dati del velivolo e le comunicazioni dei piloti.

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