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Dieci tonnellate di cocaina nascoste nel sale: in Spagna il più grande sequestro mai fatto in mare

Maxi sequestro in mare: la polizia intercetta nell’Atlantico quasi dieci tonnellate di cocaina nascoste su una nave mercantile. Tredici arresti e operazione record in Europa.
A cura di Davide Falcioni
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La più grande operazione antidroga in mare mai realizzata dalla polizia europea ha portato al sequestro di quasi dieci tonnellate di cocaina nell’Atlantico. A renderlo noto è stata la Polizia spagnola, che oggi ha ufficializzato l’intervento condotto con il supporto della Marina militare a bordo della nave mercantile United S, carica di sale e utilizzata per occultare 9.994 chili di stupefacente.

Secondo fonti investigative, si tratta del più ingente carico di cocaina intercettato in acqua nella storia del corpo e del maggiore sequestro marittimo mai effettuato in Europa. In Spagna, il primato assoluto resta quello delle 13 tonnellate scoperte nell’ottobre 2024 in un container di banane proveniente dall’Ecuador e sbarcato al porto di Algeciras.

L’abbordaggio è avvenuto nella notte del 6 gennaio, a 535 chilometri a ovest dell’isola di El Hierro. In piena notte dell’Epifania, gli agenti del Gruppo Speciale di Operazioni (GEO) hanno preso il controllo della nave e arrestato le 13 persone a bordo: sette cittadini indiani, quattro turchi e due serbi. L’azione è scattata prima che le organizzazioni criminali coinvolte potessero inviare motoscafi veloci per recuperare il carico in mare aperto, uno scenario che avrebbe reso quasi impossibile il recupero della droga.

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Una parte dello stupefacente era già pronta per lo scarico: 37 balle, per un peso vicino alla tonnellata, erano stati sistemati sul lato di dritta. Il resto del carico era nascosto in una delle due stive, disposto ordinatamente in file e coperto di sale per eludere i controlli.

L’operazione, denominata Marea Blanca, è stata illustrata pubblicamente nel porto di Santa Cruz de Tenerife, dove la cocaina è stata esposta con i contrassegni utilizzati dai trafficanti: numeri e fino a cinque colori diversi – rosa, giallo, verde, blu e viola. Accanto alla droga, anche la nave utilizzata per il trasporto.

Le indagini erano partite da un’attività precedente di monitoraggio su una nave battente bandiera del Camerun. Per seguirne la rotta, la Brigata Centrale degli Stupefacenti aveva attivato una rete di cooperazione internazionale. L’United S era salpata dalla Turchia, aveva raggiunto le acque del Brasile – senza mai attraccare in porto – e lì avrebbe ricevuto il carico in mare, prima di fare rotta verso est.

I due cittadini serbi arrestati svolgevano, secondo gli investigatori, il ruolo di “notai” del viaggio: figure incaricate di vigilare sull’integrità del carico durante la traversata. A uno di loro è stata sequestrata un’arma da fuoco e si ritiene che entrambi esercitassero pressioni e minacce sull’equipaggio.

Il commissario Alberto Morales, capo della Brigata Centrale degli Stupefacenti, ha sottolineato il valore strategico dell’operazione, definendola un "colpo durissimo" alle reti del narcotraffico e una prova concreta dell’efficacia della cooperazione internazionale contro il traffico globale di droga.

L’intervento non è stato privo di difficoltà. La nave è rimasta senza carburante ed è rimasta alla deriva per quasi dodici ore, rendendo necessario il rimorchio fino alle Canarie e l’intervento della Società di Salvataggio e Sicurezza Marittima (Sasemar).

Un’operazione di questa portata in alto mare non si vedeva dal 1999, quando fu intercettata la nave Tammsaare con 7.500 chili di cocaina a bordo. All’epoca si parlò inizialmente di dieci tonnellate, ma le stime furono poi ridimensionate.

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