Datagate, riforma NSA: non potranno più essere conservati i dati degli utenti

A cura di D. F.
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L’amministrazione Obama si accinge a varare la riforma della National Security Agency dopo lo scandalo del datagate.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si accinge a presentare la tanto attesa riforma della National Security Agency (Nsa). Dopo l'esplosione dello scandalo, che ha mostrato come gli USA abbiano spiato le conversazioni in tutto il mondo, la riforma prevede che i dati telefonici degli utenti non vengano più conservati da parte dell'agenzia, ma resteranno nella disponibilità delle compagnie telefoniche, che potranno fornirli solo individualmente, previa richiesta della Foreign Intelligence Surveillance Court. Non solo: i dati dovranno essere collegati a un numero telefonico che un giudice ritiene sia collegato al terrorismo.

Il governo, quindi, non tratterà più enormi quantità di dati telefonici da parte degli utenti di tutto il mondo come è accaduto finora, quando la Nsa poteva conservare le informazioni per ben 5 anni. Su ordine della corte, le compagnie telefoniche dovranno prontamente fornire i dati in formato tecnologicamente compatibile e fornire dati di ogni chiamata effettuata o ricevuta dall'utente in questione dopo l'ordine del giudice. La riforma varata dall'amministrazione Obama, inoltre, include una clausola che afferma che la Sezione 215 del Patrioct Act potrà, in futuro, essere legittimamente interpretata per permettere la raccolta di enormi quantità di dati telefonici degli utenti.

Le ultime rivelazioni della "talpa" Edward Snowden raccolte dal quotidiano britannico Guardian hanno dimostrato che non solo le telefonate venivano registrate, ma che ad essere spiati erano molto spesso gli utenti attraverso le loro webcam. Lo spionaggio veniva effettuato dall'agenzia di sorveglianza britannica Gchq (Government Communications Headquarters) con l'aiuto proprio della National Security Agency statunitense. Secondo le rivelazioni di Snowden, in particolare l’agenzia di sicurezza del Regno Unito avrebbe dato vita ad un controllo su vasta scala degli utenti del colosso americano Yahoo, mettendo sotto controllo le loro webcam mentre chattavano e immagazzinando le immagini riprese.

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