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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans-Montana, convalidato l’arresto di Jacques Moretti: tre mesi di custodia per il rischio fuga

Convalidato dal tribunale del Cantone Vallese l’arresto di Jacques Moretti, titolare del bar Le Constellation, teatro della strage di Capodanno a Crans Montana. Secondo il suo legale “potrebbe essere rilasciato entro pochi giorni”
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Jacques e Jessica Moretti prima dell’interrogatorio nella Procura del Cantone Vallese
Jacques e Jessica Moretti prima dell’interrogatorio nella Procura del Cantone Vallese
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È stato convalidato l'arresto di Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, dove la notte di Capodanno si è consumata una strage costata la vita a 40 persone, di cui molti giovanissimi.

Come riportano i media svizzeri, la decisione è stata presa dal Tribunale del Cantone Vallese competente e il provvedimento prevede una durata iniziale di tre mesi. Tra le motivazioni, i giudici in una nota citano il pericolo di fuga.

Il Tribunale Cantonale: "Possibile cauzione"

Nella nota viene spiegato che in attesa di stabilire l'entità delle cauzioni prevale l'esigenza di mantenere in carcere Moretti. Il Tribunale sottolinea che "la custodia cautelare è destinata esclusivamente a garantire il corretto svolgimento delle indagini", non si tratta di una "punizione" per l'imputato, che è considerato "innocente fino all'eventuale sentenza di condanna".

La scelta di aspettare dieci giorni per disporre la carcerazione preventiva è stata motivata dalla scelta dei giudici di considerare questa misura come "ultima ratio" da riservare a casi eccezionali. Non è escluso quindi che possa mitigare la propria decisione in futuro, anche tra pochissimi giorni. Il Tribunale stesso sottolinea che la custodia cautelare può essere revocata a seguito di "una cauzione". Tuttavia, siccome è necessaria "un'indagine attenta, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà".

L'avvocato di Jacques Moretti: "Fuori in pochi giorni"

L'avvocato di Moretti, Patrick Michod, si è detto speranzoso a Brmtv: "Si tratta di una decisione favorevole per il mio cliente. E' coerente e giuridicamente valida e dovrebbe consentirgli di essere rilasciato entro pochi giorni".

Secondo Sébastien Fanti, avvocato delle vittime della tragedia, si tratta comunque di una vittoria parziale: "Non possiamo dunque che essere solo molto parzialmente soddisfatti della custodia cautelare, per il momento, del solo gestore. Ognuno vivrà con la propria coscienza – riferisce all'Ansa – Questa mattina il padre di un bambino arso vivo mi ha detto: ‘È morto come in guerra, quindi d'ora in poi è guerra'".

L'avvocato di Jessica Moretti: "Affrontano questa prova giudiziaria insieme"

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli avvocati Nicola Meier e Yael Hayat i legali di Jessica Moretti – nata Maric – che hanno ribadito l'unità dei due coniugi: "La signora Jessica Moretti ha preso atto della decisione pronunciata pochi istanti fa che consentirà a suo marito, una volta soddisfatte le condizioni, di riottenere la libertà. L'autorità ha valutato correttamente l'impegno incondizionato di Jessica Moretti e di suo marito a non sottrarsi a questa prova giudiziaria che affronteranno insieme".

Nel comunicato diffuso dai legali tramite RTS, i legali affermano: "Come ricordato dalle autorità preventive nella loro nota questa decisione è pienamente conforme ai principi fondamentali che devono guidare l'esame di una privazione preventiva della libertà".

L'arresto preventivo dopo l'interrogatorio

L'arresto preventivo era stato deciso lo scorso 9 novembre, al termine del lungo interrogatorio che ha interessato, separatamente, i coniugi Moretti. Al termine del colloquio durato sei ore e mezza Jacques è stato portato via per la custodia in carcere, mentre a Jessica è stato applicato il braccialetto elettronico per i domiciliari.

I due sono iscritti nel registro degli indagati per omicidio, incendio e lesioni a titolo colposo. Al termine delle indagini, il quadro accusatorio della Procura potrebbe però essere più severo. In queste ore infatti anche i giudici di Roma, Parigi e Bruxelles hanno aperto propri fascicoli d'inchiesta e stanno raccogliendo nuove prove.

A questo scopo la Procura di Roma ha disposto le autopsie per le vittime italiane, tutti giovanissimi tra i 15 e i 17 anni d'età. Un esame che la Procura cantonale ha ritenuto di non dover eseguire ma che potrebbe comunque fornire nuovi elementi agli inquirenti svizzeri.

Oltre ai reati di Omicidio colposo plurimo, lesioni aggravate e incendio, la Procura romana ipotizza anche il reato di disastro colposo. I magistrati si preparano quindi a richiedere ai colleghi svizzeri la lista degli indagati e gli atti relativi agli interrogatori svolti in questi giorni.

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