L’Amazzonia brasiliana sta affrontando una seconda ondata drammatica di Covid-19. Basti pensare che nei primi 45 giorni dell'anno nella città di Manaus, capitale dello stato che conta circa 2 milioni di abitanti ci sono stati più morti che nell'intero 2020. Dal primo gennaio alla data del 14 febbraio 2021 i decessi riconducibili al contagio da nuovo coronavirus a Manaus sono stati 3.572, rispetto ai 3.380 morti registrati nel corso di tutto l'anno scorso. Peraltro nel 2021 si è contato nella capitale dell'Amazzonia l'8 per cento dei decessi per Covid-19 di tutto il Brasile, nonostante la città conti meno dell'1 della popolazione del paese. Il numero è cinque volte superiore alla media della mortalità registrata nelle altre 26 città capitali, incluse San Paolo (12,3 milioni di abitanti) e Rio de Janeiro (6,7 milioni di abitanti) che contano, in valore.

Il dramma di Manaus

Numeri assolutamente disastrosi che hanno spinto le autorità a far luce sulle eventuali responsabilità penali oltre che politiche. Il giudice della Corte suprema federale (Stf) Ricardo Lewandowski ha autorizzato la richiesta di indagini da parte della procura sulla possibile responsabilità penale del ministro della Salute, Eduardo Pazuello, nel collasso sanitario in Amazzonia. Nella decisione, il giudice ha dato alla polizia libero accesso alla mail del ministro, oltre che a raccogliere le deposizioni di dipendenti del ministero della Salute e dei dipartimenti sanitari dello stato di Amazzonia e del municipio di Manaus, e quelle dell'impresa fornitrice di ossigeno, White Martins, oltre a tutte le informazioni sull'autorizzazione e la distribuzione di farmaci per il trattamento precoce e che non si sono dimostrati efficaci nella cura contro la Covid-19.

Msf: “Terapie intensive al collasso”

Un dramma denunciato anche da Medici Senza Frontiere che evidenzia come tutti i posti letto in terapia intensiva a Manaus siano pieni e le liste di attesa dei pazienti gravi o critici non siano state smaltite nelle ultime settimane. “A gennaio le morti per Covid-19 sono state 2.552, cinque volte di più rispetto a dicembre (460 vittime) e poco sotto i 2.850 morti registrati nel picco della prima ondata nei mesi di aprile e maggio. La saturazione del sistema sanitario a Manaus comporta ritardi o perfino l’impossibilità di effettuare trasferimenti dei pazienti critici dagli ospedali periferici, costretti così ad adottare misure di emergenza per far fronte al numero crescente di malati”, fa sapere la Ong Medico Umanitaria.