Cosa succede ora a Christa Pike, sopravvissuta a due iniezioni letali: l’ottavo emendamento potrebbe salvarla

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Il caso di Christa Pike, sopravvissuta alla condanna a morte in Tennessee nonostante le due iniezioni letali ricevute, potrebbe aprire un capitolo sconosciuto per la giustizia americana. La donna è infatti sopravvissuta ad entrambe le inoculazioni previste dal protocollo e sottoporla di nuovo alla condanna a morte potrebbe violare l’ottavo emendamento.

Christa Pike è sopravvissuta ad entrambe le iniezioni della sua condanna a morte. Il 30 settembre, la donna era stata ricoverata in un ospedale del Tennessee. Pike, inizialmente tenuta in vita dalle flebo, ha ripreso conoscenza e parla, ma si apre ora un capitolo ancora sconosciuto per la condannata, i suoi legali e più in generale per gli Usa. Ci sono infatti diversi interrogativi ai quali le autorità sono chiamate a rispondere.

Il primo (parzialmente risolto) riguarda l'applicabilità della sentenza. La pena di morte prevede che l'esecuzione venga effettuata all'interno di una prigione e per questo motivo il Tennessee ha tenuto la donna in vita curandola. Se i medici avessero staccato la spina dei dispositivi salvavita ai quali era collegata, avrebbero compiuto un omicidio.

Un paradosso che aveva portato i medici a intubarla e attaccarla a un respiratore artificiale. Ora che si  è risvegliata, Pike resta comunque una condannata a morte. Secondo la legge, quando "per qualsiasi motivo" un detenuto condannato a morte non è stato giustiziato, la sentenza resta comunque in vigore e deve essere eseguita dal tribunale in cui il detenuto è stato processato

E qui si arriva al secondo quesito irrisolto per la legge americana: Pike è stata sottoposta alle due iniezioni previste dal protocollo per l'esecuzione della pena capitale. Nulla, secondo la ‘U.S Supreme Court, Louisiana ex rel. Francis v.Resweber, 329 U.S. 459 (1947), vieterebbe alla giustizia americana di riprovarci. Se però la donna dovesse mostrare di aver riportato danni cerebrali, l'esecuzione potrebbe non avvenire.

L'ottavo emendamento vieta infatti la condanna a morte di un prigioniero che non è in grado di comprendere razionalmente il motivo della sentenza. Il precedente sul quale si basa la normativa è quello di un condannato a morte sopravvissuto all'esecuzione tramite sedia elettrica. La Suprema Corte, messa per la prima volta davanti alla questione, stabilì che sottoporlo nuovamente alla pena di morte non violava, nelle circostanze del caso, la Costituzione, che prevede che i detenuti non debbano comunque sottostare a pene crudeli e inusuali, come previsto dall'Ottavo Emendamento.

Il Tennessee potrebbe dunque chiedere una nuova data di esecuzione dopo quella "fallita" del 30 settembre. Nonostante tutto, però, resta aperta l'ultima questione costituzionale: Pike, che uccise Colleen Slammer insieme all'allora fidanzato Tadaryl Shipp in un centro di formazione professionale per giovani problematici, ha ricevuto entrambe le dosi previste dal protocollo statale. Di fatto, quindi, la donna è stata sottoposta all'esecuzione come da sentenza, anche se è sopravvissuta. Davanti al "protocollo completato", le autorità avevano dovuto trasferire la donna in ospedale.

Il caso Pike potrebbe quindi costringere i tribunali a discutere dell'opportunità di ripetere integralmente una procedura già completata una volta: sottoporre nuovamente Pike a due iniezioni potrebbe non essere compatibile con il divieto di pene crudeli e inusuali sancito dall'Ottavo Emendamento.

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