Sopravvive a due iniezioni letali, Christa Pike ha ripreso conoscenza. Gli avvocati: “Resta incatenata alle caviglie”

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Christa Pike, sopravvissuta a due iniezioni letali durante l’esecuzione in carcere a Nashville, ha ripreso conoscenza e parla. I suoi legali denunciano però che resta ancora ammanettata e incatenata alle caviglie.

La donna sopravvissuta a due iniezioni letali ha ripreso conoscenza e ora parla anche. A dare la notizia sono i suoi avvocati, che precisano anche che comunque Christa Pike resta ammanettata e incatenata alle caviglie.  I legali denunciano che le manette non le sono state tolte pur avendo subito gravi lesioni alle braccia a causa delle flebo di pentobarbital che avrebbero dovuto ucciderla. Tutto questo è stato definito dagli avvocati "senza precedenti".

Tutto è successo il 30 settembre quando Christa Pike era stata sottoposta all'esecuzione presso la Riverbend Maximum Security Institution di Nashville: dopo le somministrazione di ben due dosi di pentobarbital però il suo cuore ha continuato a battere. Così i legali avevano immediatamente presentato un ricorso d'urgenza mentre la procedura era in corso: avevano in questo modo segnalato che la donna, nonostante le somministrazioni letali, manteneva le funzioni vitali e "russava udibilmente".

Christa Pike finì nel braccio della morte nel 1996 per un omicidio commesso l'anno prima, quando aveva 18 anni. Assieme all'allora fidanzato Tadaryl Shipp, la ragazza picchiò, torturò e uccise la diciannovenne Colleen Slemmer a Knoxville, all'interno di un centro di formazione professionale per giovani problematici.

L'esecuzione era stata autorizzata definitivamente dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, mentre la difesa aveva chiesto più volte un riesame del caso per far valutare alla giuria le prove relative ai gravi abusi sessuali subiti dalla Pike durante l'infanzia. Gli abusi che aveva subito la donna non erano mai stato preso in considerazione durante il processo nei suoi confronti.

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