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Cosa sappiamo dell’uomo arrestato per l’attentato di Parigi, già condannato per terrorismo nel 2018

Nato in Francia nel 1997, l’uomo arrestato per l’attacco avvenuto ieri sera a Parigi era già conosciuto alle forze dell’ordine e nel 2018 era stato arrestato per aver pianificato un attacco e condannato a cinque anni di carcere.
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A cura di Annalisa Girardi
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È un uomo francese di origini iraniane il responsabile dell‘attacco avvenuto ieri sera a Parigi, costato la vita a un turista tedesco. Si chiama Armand Rajabpour-Miyandoab. Nato in Francia nel 1997, a Neuilly-sur-Seine, era già stato arrestato alcuni anni fa – nel 2016 – e condannato a cinque anni di carcere per aver pianificato un attentato a La Défense (Hauts-de-Seine). Rilasciato nel 2020, era posto sotto controllo giudiziario. Il suo nome, insomma, era noto alla polizia per essere legato ad ambienti radicalizzati, ma non solo: l'uomo soffrirebbe anche di problemi psichiatrici.

Chi è l'uomo arrestato a Parigi per l'attacco

Il quotidiano francese Le Monde, citando una fonte dell'Agence France Presse (Afp), racconta che l'uomo era sottoposto a cure mediche psichiatriche durante tutto il periodo della sua detenzione e anche immediatamente dopo il rilascio: i primi mesi, sempre secondo questa fonte vicina alle forze di sicurezza, sarebbero stati "incoraggianti", ma la personalità "molto instabile" dell'uomo avrebbe ricominciato a destare preoccupazioni dall'estate del 2022.

L'uomo si trova ora sotto custodia della polizia francese, che l'ha arrestato ieri sera. L'attacco sarebbe iniziato poco prima delle ore 21, in un quartiere del centro di Parigi, non lontano dalla torre Eiffel: dopo aver colpito il turista tedesco con un coltello, il presunto attentatore sarebbe fuggito attraversando il ponte Bir-Hakeim, dove avrebbe aggredito una coppia a colpi di martello. Inseguito dagli agenti, l'uomo avrebbe detto di aver addosso dell'esplosivo e di essere pronto a farsi saltare in aria, prima di essere arrestato. I poliziotti sono riusciti a fermarlo con il taser.

Fermati anche tre familiari dell'uomo

Anche tre membri della famiglia del presunto attentatore sono stati posti in stato di fermo. A riferirlo è l'emittente televisiva BFM, che cita delle fonti giudiziarie. Sempre secondo quanto riportano i media francesi Armand Rajabpour-Miyandoab negli anni scorsi avrebbe avuto anche degli scambi in chat con il terrorista ceceno Abdoullakh Anzorov, l'assassino che decapitò Samuel Paty, un professore di liceo della banlieue di Parigi, all'uscita da scuola.

Il cordoglio della politica

Ora è la procura nazionale antiterrorismo a indagare sull'attacco. Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso su X le sue condoglianze ai familiari del turista ucciso: "Mando le mie condoglianze alla famiglia e agli amici del cittadino tedesco morto questa sera nell'attacco terroristico a Parigi e il mio pensiero va alle persone ferite e attualmente in cura". Macron ha quindi ringraziato le forze di sicurezza che "hanno permesso di arrestare rapidamente" il sospettato e assicurato che l'antiterrorismo "si occuperà di chiarire questa vicenda affinché sia fatta giustizia in nome del popolo francese".

Anche la prima ministra Elisabeth Borne ha espresso il suo cordoglio per l'accaduto: "Non rinunceremo a nulla di fronte al terrorismo. I miei pensieri sono rivolti alla vittima, ai feriti e alle loro famiglie. Rendo omaggio al coraggio e alla professionalità delle nostre forze dell'ordine e dei nostri servizi di emergenza mobilitati", ha scritto su X.

Meloni: "Europa unita contro il terrorismo"

Anche Giorgia Meloni ha pubblicato su X un messaggio riguardo all'attacco avvenuto a Parigi: "Da parte mia e del governo italiano esprimo profondo cordoglio alla Francia per l'attentato vicino alla Tour Eiffel, dove una persona è stata uccisa e altre due sono rimaste ferite. Un pensiero sentito ai familiari e ai cari della vittima. L'Europa rimanga unita contro ogni forma di terrorismo".

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