Comprano villa da 3.5 milioni di euro, ma poi arrivano i nomadi. Coppia rivuole i soldi: “Ci hanno ingannato”

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Nel 2022 Jamie ed Eda Pierce hanno acquistato nel Kent una villa da 3,15 milioni di sterline con piscina, campo da tennis, scuderie ed eliporto. Dopo l’arrivo di un insediamento di caravan sul terreno confinante, la coppia ha citato in giudizio i venditori, accusandoli di aver nascosto informazioni decisive sui progetti dell’area e chiedendo la restituzione dell’intera somma.

Avevano acquistato una villa da sogno nel Kent, nel sud-est dell'Inghilterra, pagando 3,15 milioni di sterline, circa 3,5 milioni di euro. Una residenza di campagna con cinque camere da letto, piscina, campo da tennis, scuderie, ampi terreni e perfino una piazzola privata per l'atterraggio degli elicotteri. Ma tre anni dopo l'acquisto, Jamie ed Eda Pierce, rispettivamente di 50 e 51 anni, hanno deciso di portare in tribunale i precedenti proprietari, sostenendo di essere stati ingannati su ciò che sarebbe potuto sorgere sul terreno confinante.

La vicenda è ambientata a Pootings, una piccola località nei pressi di Crockham Hill, nel Kent. Secondo quanto ricostruito dal Daily Mail e ripreso da altre testate, la coppia avrebbe comprato la proprietà nell'agosto del 2022, ottenendo anche uno sconto di circa 245mila sterline rispetto al prezzo inizialmente richiesto. Il progetto era quello di vivere in una tenuta isolata e tranquilla, lontano dal caos delle città.

La situazione sarebbe cambiata nell'estate del 2025, quando il terreno agricolo immediatamente vicino alla villa è stato acquistato da quattro famiglie di nomadi. Il 22 agosto, secondo le ricostruzioni della stampa britannica, sul lotto sarebbero arrivati camion, escavatori, roulotte e case mobili. In poco tempo sarebbero stati realizzati un nuovo accesso, una strada, recinzioni e collegamenti ai servizi. Le famiglie, complessivamente, avrebbero portato sul terreno anche 16 bambini.

Per i Pierce, quell'insediamento avrebbe compromesso la privacy e il valore della loro proprietà. Nei documenti alla base della causa, la coppia sostiene che i precedenti proprietari, Paul ed Elizabeth Nott, fossero già a conoscenza dei progetti relativi al terreno confinante e del rischio che potesse essere utilizzato per ospitare un insediamento di caravan. Nonostante questo, secondo l'accusa, l'informazione sarebbe stata taciuta durante le trattative per la vendita della villa.

La causa contro i precedenti proprietari: "Ci sono i nomadi"

I coniugi Pierce hanno presentato un'azione legale davanti all'Alta Corte di Londra, accusando i venditori di aver fornito dichiarazioni fraudolente e di averli indotti all'acquisto attraverso una presunta omissione. Il punto centrale del contenzioso riguarda i formulari precontrattuali, nei quali i proprietari sono chiamati a indicare eventuali controversie, problemi o progetti conosciuti che possano riguardare i terreni vicini.

La coppia sostiene di aver chiesto espressamente se ci fossero piani per modificare o sviluppare aree confinanti con la tenuta. La risposta, riportata dalla stampa britannica, sarebbe stata: "Not to our clients' knowledge", cioè "Non a conoscenza dei nostri clienti". Per i Pierce, quella formula non sarebbe stata veritiera, perché Paul Nott avrebbe già seguito la questione del terreno e sarebbe stato coinvolto nelle proteste contro la possibile vendita ai nomadi.

Secondo quanto riferito dai tabloid britannici, nel 2021 Nott avrebbe partecipato a una campagna per impedire che il lotto venisse acquistato e utilizzato dalle famiglie. Avrebbe anche tentato di comprare il terreno insieme a un altro residente della zona. Il terreno, però, sarebbe stato infine venduto a quattro famiglie, che lo avrebbero trasformato in un insediamento senza attendere tutte le autorizzazioni necessarie.

I Pierce chiedono ora l'annullamento della compravendita e la restituzione dei 3,15 milioni di sterline pagati per la villa. A questa somma si aggiungono la richiesta di rimborso delle spese sostenute e ulteriori danni, interessi e costi legali. La coppia sostiene che la presenza del campo abbia inciso sulla vivibilità della tenuta e sul suo valore commerciale, arrivando a descrivere la proprietà come sostanzialmente svalutata.

Le accuse, però, non sono ancora state accertate. I venditori non avrebbero ancora presentato una risposta formale alla citazione e l'Alta Corte non ha stabilito se vi sia stata una condotta fraudolenta. Anche l'eventuale restituzione del denaro dipenderà dall'esito del procedimento.

Il terreno, i residenti e l'intervento del Comune

La disputa tra acquirenti e venditori si intreccia con un secondo procedimento giudiziario. Il Sevenoaks District Council, l'autorità locale competente, ha infatti avviato un'azione contro le persone che occupano il terreno e contro altri soggetti ritenuti coinvolti nei lavori. Il Comune contesta la realizzazione di opere e il cambio di destinazione d'uso dell'area senza le necessarie autorizzazioni urbanistiche.

Il lotto si trova in una zona classificata come Green Belt, sottoposta quindi a particolari vincoli. Tra gli interventi contestati ci sarebbero opere di sbancamento, superfici pavimentate, recinzioni, accessi carrabili e collegamenti alle utenze. Una richiesta di pianificazione retroattiva sarebbe stata respinta dal Consiglio distrettuale nel maggio del 2026.

Il caso ha provocato malumori anche tra alcuni residenti della zona. Stando ai giornali locali, gli abitanti avrebbero segnalato rumori legati ai mezzi da lavoro, fari accesi durante la notte e il passaggio di quad. Si tratta, tuttavia, di lamentele riferite dalla stampa e non di fatti già riconosciuti da un tribunale.

Il procedimento del Comune è distinto dalla causa civile dei Pierce. Da una parte i proprietari della villa chiedono di dimostrare che i venditori conoscessero il progetto e lo abbiano nascosto; dall'altra l'autorità locale contesta la regolarità urbanistica dell'insediamento. Al momento, dunque, non esiste ancora una decisione definitiva né sulla presunta truffa immobiliare né sulla permanenza delle famiglie sul terreno.

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