Sandra Liliana Peña Chocué, la governatrice indigena della riserva di La Laguna Siberia, nel nord del dipartimento di Cauca, è stata assassinata due giorni fa. Stando a quanto riferito dal sito del quotidiano El Tiempo, l'omicidio della donna, una figura molto nota e stimata nella comunità, è avvenuto nel comune di Caldono. "I fatti sono avvenuti a casa sua, quando uomini armati l'hanno costretta a uscire e senza dire una parola, le hanno sparato", ha spiegato il Consiglio regionale indigeno del Cauca (Cric). I media regionali riferiscono che giorni fa Sandra Liliana Pena si era espressa contro le coltivazioni di uso illecito che stanno aumentando nel suo territorio e che sono d'interesse per i gruppi armati illegali. Le autorità indigene sostengono che per questo motivo, ha ricevuto minacce di morte. L'ufficio dell'Alto Commissario per la Pace del governo colombiano, guidato da Miguel Ceballos, ha confermato l'uccisione della governatrice indigena, e ha inviato un messaggio di solidarietà ai familiari della leader, confidando nel tempestivo chiarimento dell'attacco. Secondo l'ong colombiana Istituto di studi per lo sviluppo e la pace (Indepaz), con Sandra Liliana Peña salgono a 52 i leader e difensori dei diritti umani assassinati nel 2021 nel Paese, 1.166 dalla firma dell'accordo di pace tra governo e Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia (Farc), il 24 novembre 2016.

Malgrado la fine della guerra, il Cauca rimane uno dei principali campi di battaglia tra i vari gruppi armati illegali che, nell’inerzia dello Stato, hanno occupato il vuoto lasciato dalla guerriglia. Come spiega Avvenire a contendersi le coltivazioni di cocaina sono narco-paramilitari – eredi delle formazioni d’ultradestra costituite in funzione anti-Farc – e guerriglieri dissidenti. Il 78 per cento di queste ultime si concentra nei dipartimenti di Nariño, Norte de Santander, Putumayo e Cauca. Sandra Peña, a lungo educatrice prima di diventare governatrice, era impegnata in un lavoro con le donne e i giovani delle comunità di Laguna Sabina per chiedere alternative al narcotraffico.