È arrivato l'Election Day, il giorno in cui i cittadini statunitensi sono chiamati a scegliere il loro nuovo presidente. Le urne sono aperte dalle 7 alle 20, il che significa che i risultati inizieranno ad arrivare quando in Italia sarà ormai notte fonda. Alle scorse presidenziali del 2016 Dondal Trump, attuale presidente ricandidato con i Repubblicani, fece il suo discorso da vincitore quando nel nostro Paese erano circa le otto e mezza del mattino. Nella notte si dovrebbero comunque avere le prime proiezioni. Ma nel frattempo, che cosa dicono i sondaggi? Chi vincerà la elezioni negli Stati Uniti, Donald Trump o il suo sfidante democratico Joe Biden?

Fin dalle prime previsioni, l'ex vice di Barack Obama è sempre stato dato in vantaggio dalla maggior parte degli istituti di sondaggi. E anche nel giorno del voto rimane in testa. Tuttavia i democratici si guardano bene dal festeggiare in anticipo. Nel 2016 la vittoria di Hillary Clinton, nelle settimane prima del voto, veniva data praticamente per scontata: e in effetti l'ex First Lady aveva ottenuto quasi 3 milioni di voti in più rispetto a Trump. Ma il sistema elettorale in vigore negli Stati Uniti, che non nomina direttamente il presidente, ma i grandi elettori che hanno poi il compito di scegliere l'inquilino della Casa Bianca, ha stabilito che a trionfare fosse Trump. Quest'anno ci sono una serie di elementi che attribuiscono ai sondaggi livelli più elevati di accuratezza, ma bisognerà comunque aspettare l'esito definitivo per avere certezza.

Va anche detto che negli ultimi giorni il margine di vantaggio tra Biden e Trump si è assottigliato. Alla vigilia del voto, i sondaggi del celebre sito FiveThirtyRight davano a Biden davanti a Trump per un margine di 8,4 punti, uno in meno di quelli segnalati una settimana fa. Secondo RealClearPolitics, invece il vantaggio sarebbe ben più stretto, di circa 6,5 punti contro i 7,8 di sette giorni prima. Biden rimane comunque il favorito alla presidenza statunitense, ma cresce l'incertezza anche nei sondaggi. Gli occhi sono puntati sugli swing states, in particolare sulla Pennsylvania dove Biden è in testa per soli 5 punti. Ma anche in Stati tradizionalmente schierati potrebbero esserci sorprese. La tensione è alta in Texas, che per la prima volta in quarant'anni potrebbe passare ai democratici. Ieri un corteo di auto di sostenitori di Trump ha accerchiato un bus in cui viaggiavano degli attivisti pro-Biden cercando di mandarlo fuori strada. In altre parole, incertezze e tensioni nel giorno del voto non mancano.