Manca ormai poco alle elezioni USA 2020: domani, martedì 3 novembre, è l'Election Day e poco dopo sapremo finalmente chi ha vinto la competizione elettorale tra Donald Trump e Joe Biden, diventando il 46esimo presidente degli Stati Uniti. A ieri hanno hanno già votato ben 93.131.017 elettori, di cui 59.126.562 via posta e 34.004.455 di persona. Si tratta complessivamente del 67,6% dell'intera affluenza al voto complessiva alle elezioni presidenziali del 2016, una cifra considerevole che rende ancora più interessante comprendere cosa sta succedendo dall'altro lato dell'Oceano. Stando agli ultimi sondaggi, secondo la rilevazione della Cnn dell'1 novembre, il candidato democratico sarebbe in vantaggio in Michigan e Wisconsin, due dei cosiddetti swing states, gli Stati in bilico che storicamente non sono né democratici né repubblicani.

Addirittura, secondo un'indagine del Washington Times-Nbc, sempre Biden sarebbe avanti di 10 punti a livello nazionale rispetto al tycoon. Ma vediamo nel dettaglio chi a questo punto potrebbe vincere, ricordando che il sistema elettorale degli Stati Uniti premia non il candidato che ha ricevuto più voti a livello nazionale ma chi arriva alla maggioranza assoluta dei "grandi elettori", cioè almeno 270.

Il nodo degli swing states

Secondo il sistema elettorale americano, un ruolo centrale nell'elezione dei grandi elettori, che a loro volta scelgono il futuro presidente, è esercitato dai cosiddetti swing states, vale a dire quegli stati che nella storia hanno alternato la loro fedeltà politica, a differenza di altri che invece si da sempre sono riconfermati da una parte o dall'altra. Secondo il sondaggio Cnn, in Wisconsin, uno dei cosiddetti swing states, Biden ha il 52% dei consensi a fronte del 44% di Trump, mentre in Michigan, Biden ha il 53% e Trump il 41%. Sarebbe invece testa a testa in Arizona e North Carolina: nel primo caso l'ex vicepresidente ha il 50% delle preferenze contro il 46% del tycoon, un vantaggio nel margine di errore della rilevazione, mentre nel secondo il candidato democratico ha un vantaggio di cinque punti, appena superiore al margine di errore della rilevazione. Secondo il sondaggio New York Times/Siena College, Biden è avanti rispetto a Trump in quattro Stati chiave per l'elezione alla Casa Bianca: Arizona (+6), Florida (+3), Pennsylvania (+6) e Wisconsin (+11). Tutti e quattro gli Stati furono vinti da Trump nel 2016 contro Hillary Clinton. La rilevazione Washington Post-Abc registra invece un testa a testa in Florida (Biden 48%, Trump 50%) e un vantaggio dell’ex vice di Obama in Pennsylvania, dove ha il 51% delle preferenze contro il 44% del presidente.

Biden è in vantaggio ma…

Secondo gli ultimi rilevamenti, dunque, Joe Biden è in vantaggio su Donald Trump per la vittoria finale, ma ancora non può essere detta l'ultima parola. Nel 2016, infatti, Hillary Clinton era data per vincitrice a livello nazionale contro Trump, che però alla fine è riuscito a portare a casa il risultato. La maggior parte dei sondaggi, infatti, sbagliò le previsioni in Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, che vennero conquistati per una manciata di voti dall'ex tycoon nonostante alla vigilia le previsioni fossero tutte a favore della candidata democratica. In questo modo Trump ottenne un totale di 46 grandi elettori che riuscirono a fare la differenza. Ciò significa che se i sondaggi dovessero rivelarsi di nuovo errati, sarebbe un duro colpo per l'ex vice di Obama, oltre che per la credibilità dei sondaggisti. Per vincere, rispetto al 2016, Trump al momento può permettersi di perdere solo in Michigan, Wisconsin e Arizona. Ogni altro stato che concederà a Biden lo condannerà alla sconfitta.