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Guerra in Ucraina
16 Novembre 2022
19:25

Chi ha lanciato il missile che è caduto in Polonia: tutte le ipotesi sul campo

Sia la Polonia che la NATO hanno escluso che il missile caduto ieri a Przewodow sia stati deliberatamente lanciato dalla Russia. L’ipotesi è che si sia trattato invece di un S-300 ucraino fuori traiettoria. Zelensky però smentisce: “Il razzo non è nostro, non ho dubbi”.
A cura di Davide Falcioni
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Fino a ieri sera dell'esistenza di Przewodow – villaggio polacco distante una manciata di chilometri dal confine ucraino – quasi nessuno era a conoscenza: 413 abitanti, secondo l'ultimo censimento della popolazione, per lo più impiegati in agricoltura e ultimamente piuttosto allarmati per i continui lanci di missili da parte della Russia a Leopoli, distante in linea d'aria meno di 100 chilometri.

Ieri sera però Przewodow ha rischiato di diventare il casus belli di un'escalation del conflitto in Ucraina: un missile, infatti, ha colpito una fattoria uccidendo due operai di 58 e 60, Bogdan W. e Bogdan C., entrambi residenti della zona ed entrambi al termine della loro giornata di lavoro. Per ore il mondo intero è stato con il fiato sospeso: la prima ipotesi circolata sui media, infatti, è stata quella di un razzo russo incidentalmente precipitato in Polonia, circostanza che avrebbe potuto essere interpretata come un attacco – seppur non volontario – a un Paese aderente alla NATO. Con tutte le conseguenze del caso.

Ma come sono andate le cose? Cosa ha provocato l'incidente che avrebbe potuto scatenare una guerra mondiale? E di che tipologia è il missile precipitato a Przewodow?

Cosa sono i missili S-300

Partiamo da qui. Quello che ha ucciso i due operai polacchi sarebbe un S-300, missile terra-aria di fabbricazione dapprima sovietica e poi russa  impiegato da svariati Paesi – Ucraina compresa – per le proprie difese aeree. Il razzo è lungo circa 7 metri e viene abitualmente lanciato da sistemi installati su grossi camion. Tali missili sono in grado di individuare il bersaglio – che sia un aereo da guerra o un altro missile – con l’obiettivo di colpirlo e abbatterlo. Proprio a questo scopo le forze armate ucraine hanno dispiegato negli ultimi mesi numerosi S-300: per tentare di intercettare i razzi russi evitando che colpiscano infrastrutture energetiche, depositi militari, armi o molto spesso edifici civili.

La Polonia: "Non siamo stati attaccati"

L'attacco deliberato e volontario alla Polonia è stato scongiurato nelle scorse ore. Dopo un'analisi condotta sui rottami del missile il presidente polacco Andrzej Duda ha dichiarato: "Non ci sono assolutamente indicazioni che si tratti di un attacco diretto alla Polonia. La Polonia non era un obiettivo del razzo. Quindi, di fatto, la Polonia non è stata attaccata". Il leader del Paese ha precisato che "con ogni probabilità si trattava di un razzo S-300 prodotto in Russia negli anni Settanta. Con ogni probabilità, è stato lanciato dal sistema di difesa antiaerea ucraino per proteggere il territorio ucraino". Quel territorio bersaglio, ieri, di un intensissimo attacco missilistico da parte di Mosca.

Il presidente polacco Duda
Il presidente polacco Duda

La Polonia: "Non escludiamo provocazione intenzionale"

Varsavia ha poi parzialmente corretto il tiro. Il primo ministro polacco, Mateusz Morawieck, riferendo in Parlamento ha dichiarato: "Non possiamo escludere che il bombardamento dell'Ucraina proprio al confine con la Polonia sia un'operazione pianificata, una provocazione intenzionale della Russia per portare a situazioni come quella di ieri a Przewodów. Sfortunatamente, non ci sono paesi al mondo che proteggano tutto il loro spazio aereo". Insomma, non un attacco diretto da parte di Mosca, ma un errore in qualche modo "provocato" dalle forze armate comandate da Putin.

La NATO: in Polonia caduto missile di difesa anti-aerea ucraino

Al termine di una riunione straordinaria degli ambasciatori del Consiglio Atlantico, anche il segretario generale Nato Jens Stoltenberg ha spiegato che la Polonia non è stata vittima di un raid da parte di Mosca: "Le indagini sull’accaduto sono in corso, necessitiamo di aspettare l’esito ma non abbiamo indicazioni che le esplosioni siano frutto di un attacco deliberato e non abbiamo indicazioni che la Russia stia preparando un attacco alla Nato". Secondo Stoltenberg "gli esiti preliminari delle indagini indicano che l’incidente è stato provocato da un missile di difesa anti-aerea ucraino", Paese che tuttavia "non ha colpe". Quanto avvenuto, infatti, sembra essere "il risultato del massiccio lancio di missili russi sull’Ucraina. Questa è la dimostrazione che la guerra di Putin crea situazioni pericolose. Putin deve fermare questa guerra".

Zelensky: "Il missile non è nostro, non ho dubbi"

L'ipotesi che quelli caduti in Polonia siano stati razzi ucraini è stata respinta con decisione da Kiev: "Il missile non è nostro, non ho dubbi", ha detto il presidente Volodymyr Zelensky rispondendo alle domande dei giornalisti e spiegando di aver ricevuto i rapporti delle forze armate e dell'aeronautica militare ucraine: "Non posso che fidarmi di loro". Quanto alle indagini sul missile caduto ieri in Polonia, l'Ucraina ha il "diritto" di parteciparvi. "Possiamo non passare già alle conclusioni finali? Abbiamo il diritto di far parte della squadra investigativa? Certo", ha detto Zelensky.

L'ipotesi investigativa: missile ucraino caduto in Polonia

Insomma, stando alle dichiarazioni della Polonia e della NATO sembra molto probabile che quello avvenuto ieri a Przewodów sia stato un incidente. L'ipotesi dell'attacco deliberato a un Paese dell'Alleanza Atlantica da parte della Russia sembra essere stata del tutto scartata. A prevalere, invece, è la tesi che un missile S-300 delle difese aeree ucraine – che tentava di intercettare un altro missile lanciato dalla Russia sull’Ucraina – abbia mancato il bersaglio, o sia uscito dalla sua traiettoria, per finire in territorio polacco uccidendo due persone.

Maggiori dettagli saranno noti solo al termine delle indagini. Di certo, comunque, ciò che è avvenuto ieri dimostra come incidenti involontari possano determinare un'escalation del conflitto, trascinando in guerra anche la NATO.

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